Il mio Matrimonio in Giappone (1°parte)

08.03.2006 (ormai è passato quasi un anno da quel giorno. Ma da ora inizierete a capire come siamo arrivati a tutto questo)

“E il grande giorno è arrivato. La tensione è massima. Io cerco di non pensare a ciò che sto per affrontare, altrimenti è panico.
Ho appena lasciato l’Italia, il lavoro, gli amici, TUTTO. Una nuova avventura ha inizio, ma non ho neppure il tempo di ambientarmi, di capire dove sono finito, di pensare qualche giorno a cosa sto andando incontro.
Un tuffo diretto ‘nell’oceano’ in tempesta e so a malapena stare a galla…”

FotoHiromiTeoMatrimonio.jpg
Preparativi
Si parte, direzione centro di Hiroshima per il luogo della cerimonia.
Arrivati a destinazione mi portano subito a cambiarmi. Il Kimono mi aspetta.

Entro nel camerino e mi trovo nello stesso luogo della sposa. Strano, gli sposi non si devono mica vedere prima della cerimonia? Mah! Altre usanze..

Mi aiuta con il Kimono una signorotta molto simpatica. Io naturalmente sono impacciatissimo.

Io, manichino
La signorotta inizia a vestirmi. Mi gira e rigira, strattona, stringe, allarga e subito sbuffa in una espressione di stupore: “onaka ga ookiidesune… “ “ma che grande pancia che hai!” (E ci risiamo.. non bastava hiromi a ricordarmelo tutti i giorni!).

Indossare un kimono non è assolutamente semplice. La signora è pensierosa, “come si fa a nascondere sta pancia?” Quindi prende degli asciugamani e m’imbottisce per creare la forma piu’ corretta possibile per un kimono. Ma la cosa piu’ complicata è indossare quelle cavolo di zoccolette infradito. Non ne vogliono sapere di entrare.

Finito di vestirmi, la signora simpatica mi guarda con una faccia abbastanza schifata. Evidentemente non sono all’altezza per portare un Kimono (mentre Hiromi era talmente bella che lo staff stesso continuava a fotografarla). Così mi rifila una botta sulla schiena per rimanere eretto, due calci sui piedi per farli stare larghi (in Giappone solo le donne hanno i piedi che vanno verso l’interno, quindi sono assolutamente da evitare) e una botta sul sedere perché non capivo che aveva finito e potevo andare!

Lezioni di falcata
Non basta indossare il kimono, lo devi anche ‘saper portare’ nel modo corretto e la camminata è molto importante. Così la signorotta sbuffa ancora e appena visto il mio modo assolutamente inadatto di camminare, m’ impartisce lezioni di comportamento.
Passo largo e deciso (un po’ come pattinare ma senza strisciare i piedi). Testa alta, panza all’infuori (beh per questo non c’è problema), mani sui fianchi.
Deciso. Devo essere deciso e portare il Kimono come il più fiero dei samurai (meno male che mi sono visto qualche film di Kurosawa altrimenti sarebbe stato un vero disastro!).
Alla fine da “io, manichino”, per il mio modo buffo di camminare mi trasformo in “io, robot”.

Siamo pronti. Si entra in scena…
(continua…)

Ps. il disegno è opera del fratello di Hiromi
ps2. in basso a destra trovate il link dove poter guardare le foto del matrimonio.

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25 risposte a Il mio Matrimonio in Giappone (1°parte)

  1. Roberto ha detto:

    Ah ah ah ah grande Teo!ma non ho capito bene..quando ti 6 sposato?Un anno fa?
    Ascolta mi piacerebbe chiederti qualche consiglio sulla vita in giappone visto che quest’estate tento l’avventura!Come faccio ad avere il tuo contatto msn o la tua e mail?Sempre se ti va di darmela! =)
    Il mio contatto ed E mail Axoroby84@hotmail.com
    Ciao e buona giornata li in giappone!

  2. Sciura Pina ha detto:

    Che post romantico…sì perchè solo un uomo veramente innamorato si sottopone stoicamente alla tortura dell’infradito!
    🙂
    Sciura Pina

  3. Morena ha detto:

    Noi non ci siamo sposati in kimono….buaaa!!!(;_;)
    Abbiamo fatto solo il servizio fotografico in kimono,ma non kimono da cerimonia….kimono normale…
    Voglio il kimono da cerimoniaaaa!!!(^0^)

    Scherzo….ormai e’ andata(_ _)
    Voi eravate bellissimi!!!(^___^)

  4. rounin ha detto:

    Non so dire se sono stato fortunato oppure no (ho evitato la vestizione ed il corso su come camminare), comunque io e la mia signora ci siamo sposati in Italia.
    Confesso che forse forse mi sarebbe piaciuto indossare il kimono secondo la tradizione giapponese.

  5. Düsseldorfer ha detto:

    AHAHAAHHAAH 😀
    Teo sei un mito! Io aspetto sempre l’uscita di un tuo libro di avventure! 🙂

    P.S. il disegno è un capolavoro! Complimenti

  6. Teo ha detto:

    Ragazzi in questi giorni ho avuto le solite difficioltà con internet!

    Roberto, mi sono sposato in comune il 15 agosto 2005 (per aggevolare la parte burocratica) ma l’8 marzo 2006 c’è stata la cerimonia.
    Hai ricevuto la mail?!

    Sciura pina ma quanto hai ragione…

    Morena anche noi abbiamo fatto il servizio fotografico in korea, solo che le ho fatto indossare il kimono cinese 😀

    Rounin, non so che dirti. Sinceramente solo dopo un anno inizio a digerire l’esperienza.. 😉

    Duss, un libro?? ci finiresti anche tu e tuoi commenti, quindi fai attenzione ah ah
    Il fratello di Hiromi è un artista. Ha fatto le scuole in america di animazione. Vorrebbe lavorare per la Pixar, ma non è così semplice.

  7. Gama ha detto:

    E poi dicono a me che indossare un’armatura è un casino…. 😛

    Resoconto grandioso e foto davvero splendide! 🙂

    Gama

    P.S. Capisco l’odissea del fratello di Hiromi, la mia ragazza fa l’illustratrice (link sul mio blog) ed è un mondo davvero difficile in cui emergere. Adesso i manuali su cui ha pubblicato illustrazioni verranno pubblicati anche negli States… tengo le dita incrociate!

  8. Teo ha detto:

    Ciao Gama! grazie di tutto!
    La tua ragazza è illustratrice? forse c’è del lavoro qui in giappone. Niente di sicuro, ma pochi giorni fa ho incontrato un ragazzo giapponese che cerca collaboratori anche che vivono in italia(mi è parso di capire). Provo a vedere se si puo’ fare qualcosa e ti faccio sapere.
    ps. prendila molto alla leggera 😉

  9. Teo ha detto:

    IVAN DA VENEZIA FATTI SENTIRE!!!!!

    Morena la capa(hiromi) ha detto che il 15 probabilmente c’è!!
    fammi avere tue notizie!!

  10. Roberto ha detto:

    e lavoro per me non c’è n’è li a tokyo? 😄 😄 😄

  11. Morena ha detto:

    xTeo:

    Dovro’ fare una capatina in ambasciata,non so quando mi ci vuole portare il maritino,il 14,il 15…ummmm….boh?
    Se vogliamo incontrarci il 15,dove ci si incontra?(^_^)

  12. Teo ha detto:

    Roberto come stai dopo aver sconvolto tutti i tuoi progetti sul giappone?

    morena? naturlamente ci si incontra al cane di shibuya, la famosa statua di Hachiko.

    Non ti preoccupare così tanto, se non ci troviamo verremmo noi ad hokkaido 🙂

  13. Morena ha detto:

    X Teo:

    Allora fatemi sapere presto quando potrete venire da “Hachiko”!

    Se il computer mi abbandona di nuovo (succede spesso ultimamente)ti dico anticipatamente un enorme “gomen nasai!!!”

  14. Teo ha detto:

    per il 15 non c’è nessun problema!

    mandami il tuo indirizzo mail che l’ho perso con il vecchio pc, che ti do i numeri di telefono per contattarci.
    Hiromi mi chiede anche cosa preferite mangiare!

    vi aspetto !
    a presto ciaooo!!

  15. Morena ha detto:

    X Teo:
    Ecco il mio indirizzo: asian72@hotmail.com
    Ancora mio marito mi deve dare la conferma,ma penso che non ci sara’ nessun problema.
    Mettiamoci daccordo per l’orario.
    Per il mangiare,va bene qualsiasi cosa!
    Ciao a presto!

  16. Morena ha detto:

    Ti ho scritto una mail!

  17. YURIPPE MASUDA ha detto:

    VOLEVO VEDERE ANKE IO LE FOTO MA NON HO TROVATO IL INK ! UFFI !!! (_ _)

  18. elefanto ha detto:

    io al matrimonio non c’ero….. però c’è una cosa sulla quale non ho il minimo dubbio che sia successa….

    “onaka ga ookiidesune… “

    questa frase è stata detta!!!! 🙂

  19. Pingback: Il mio matrimonio (seconda parte) « Teo… BANZAI!

  20. daveta ha detto:

    Ciao Teo, ho letto il tuo “diario” e lo trovo fantastico.
    Volevo però chiederti un approfondimento; hai mai letto il manga Maison ikkoku? ebbene, in questa storia si descrive, tra le righe, (non voglio dilungarmi nella trama) un tipo di matrimonio, inteso come tutto l’insieme di rapporti che poi porta alla celebrazione stessa, un po come quello che si aveva in Italia negli anni 50 e 60: una sorta di matrimonio di “convenienza” (del tipo: la prima preoccupazione non è trovare un compagno/a per la vita ma trovare un “accomodamento”, quant’è vero che la prima cosa che colpisce al lettore Italiano è che tra personaggi si ha proprio come primo interesse “il matrimonio” come raggiungimento dei propri sforzi interpersonali. Ora, la mia domanda: tu che hai la possibilità di conoscere il giappone, il modo di vivere, ed essendo in prima persona sposato in un mondo così diverso (lungi da me il giudicare la tua esperienza che mi sembra veramente positiva :D) volevo chiederti com’è cambiata l’istituzione del matrimonio in questi decenni, e se hai qualche link o qualche libro da consigliarmi. spero abbia perlomeno dato uno sguardo a questo manga meraviglioso.
    Saluti!

  21. daveta ha detto:

    PS: mi interesso di sociologia.

  22. Teo ha detto:

    Ciao Daveta!
    prima di tutto non ho mai letto quel manga, a dire il vero come ho scritto da qualche parte nel blog, prima di incontrare mia moglie il giappone lo ignoravo proprio…

    La tua domanda se l’ho capita bene è un po’ complessa. Infatti tu scrivi che l’Italia negli anni sessanta viveva dei matrimoni di “convenienza”. Sia se parli dell’aspetto economico (in questo caso è banale visto che non è cambiato proprio nulla ne qui ne in giappone) che dell’aspetto sentimentale, penso ora in Italia sia la stessa cosa solo si è spostata l’età. Non più ai 20 anni ma dopo i 30 quando arrivi ad un punto con la paura di rimanere solo o senti l’esigenza di stabilità che ti “accontenti”, quindi il fine è lo sposarsi e non tanto stare con la persona giusta (che poi sta favola della persona giusta credo proprio poco, il rapporto lo si deve costruire giorno dopo giorno con la consapevolezza che non è facile), l’ho notato in molte coppie.

    Per il giappone presumo sia la stessa cosa, ma non ti posso dare un dato certo, sta di fatto che per loro socializzare sia di base complicato (soprattutto a tokyo) quindi è possibile che scattano gli stessi meccanismi.

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  24. ezio ha detto:

    Ciò ch mi rende perplesso è la vestizione che mi/forse preoccupa per chi si sposa in Giappone. Ma ho dei forti dubbi che la donna giapponese non possa indossare abiti europei
    vestito in bianco e velo, mentre per l’uomo non ci dovrebbero essere problei. Auguri e alla prossima.Ciao Ezio.

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