Ammalarsi in Giappone

Come ogni esperienza che si rispetta, anche in Giappone ho avuto momenti davvero difficili, uno di questi è capitato quando mi sono ammalato la prima volta, sfortunatamente ero solo in casa.

termometro.jpgCosa significa ammalarsi nel paese del Sol Levante?

Sicuramente è molto diverso dall’Italia. Poi se hai appena fatto un trasloco e non ti ricordi dove hai messo le medicine (ed eventualmente comprendere il significato dell’ etichette), se sei a casa da solo, se non hai l’assicurazione (perché continuiamo a rimandare nel andare in comune per il cambio di domicilio) la situazione si fa drammatica.

Sono stato a letto per due giorni in coma profondo, contatti con il mondo esterno zero.
In Italia chiami il tuo medico o la guardia medica ed in un attimo è tutto a posto o quasi. Qui è diverso come ben saprete. Se non hai l’assicurazione ti scordi l’assistenza medica a meno che non paghi l’onerosa parcella in anticipo.

Purtroppo visto che non ho un lavoro fisso ma part-time, l’assicurazione me la deve coprire Hiromi per mezzo del suo lavoro e sino a quando non cambio domicilio non la posso fare. Cosa aspetto? Ora me lo chiedo anch’io. Come sempre si cerca a non pensare alla possibilità di stare male… e questo è male!

A parte questo, essere ammalato in un paese straniero non è bellissimo, figuriamoci in Giappone. Solo al pensiero che devo uscire, cercare una farmacia, spiegare che ho l’influenza senza che ci siano malintesi (altrimenti chissà che potrebbero rifilarmi) mi ha fatto decidere di starmene a letto due giorni di fila sperando che tutto si risolveva ugualmente.

Alla fine non si è risolto nulla, ma almeno domani mattina arriva Hiromi.

Dicono che ammalarsi nei giorni di ferie sia buona cosa in Giappone. C’ero quasi riuscito (sabato e domenica) purtroppo devo dare forfait anche domani.

Non sono proprio un lavoratore modello da queste parti.

Per saperne di più cliccate su Sistema sanitario giapponese

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13 risposte a Ammalarsi in Giappone

  1. serena ha detto:

    meglio un cattivo lavoratore vivo che un buon lavoratore morto!

  2. Chiara ha detto:

    Certo è meglio stare a casa che …Rivolgersi alla farmacia dove ti rifilano qualche pericolosissima bottiglietta piena di Kanji!

  3. Anonymous ha detto:

    Ehm…. perchè da QUESTE parti ti consideravi un lavoratore modello? Ti ricordo che è rimasta in ufficio la maschera anti gas…. 🙂 🙂

    Ma ti fanno ancora entrare in metropolitana?

    VRV

  4. Sakumi ha detto:

    Allora la sanità è simile a quella che c’è negli Stati Uniti? Certo che è proprio brutto ammalarsi in un paese straniero… che sfiga! So che devi girare con la mascherina… ora come ti senti?

  5. Teo ha detto:

    Ora sto un po’ meglio, in un momento di lucidità siamo riusciti a trovare la scatola delle medicine. E dopo qualche difficoltà nella letture dell’etichette siamo riusciti a trovare qualcosa al caso mio. Ora va decisamente meglio.

    Si la sanità è simile a quella negli Stati Uniti. Devo dire che i meccanismi non li ho ancora capiti molto bene.

    Devo girare con la mascherina? mai sentito? per non contagiare le altre persone? Mah c’è qualcuno che mette la mascherina (anche se sono rari) ma lo fanno perchè hanno paura di prendere qualcosa e non per il timore di trasmetterlo.

    Ringrazio tutti per essersi preoccupati!

    grazie di cuore…
    eeeeeeeectiuuuuuu!!!!
    (mi sa che ho svegliato i vicini)

  6. serena ha detto:

    e sono tutti corsi a mettersi la mascherina!!!

  7. tommy ha detto:

    Questo sistema della sanità e una delle cose che non mi piace del Giappone. Il nostro sistema a livello teorico (poi praticamente non funziona benissimo) è molto bello e non ci rendiamo conto della comodità finchè non siamo in un paese straniero.

    Comunque io sapevo come Sakumi: alcune persone per non trasmettere germi agli altri indossano la mascherina. Ovviamente ci sono anche quelli che la indossano per paura di prendere qualcosa.

  8. Teo ha detto:

    Sicuramente in Italia siamo abituati bene sulle piccole emergenze. Però quando si tratta di qualcosa di più grave a volte risulta un po’ complicato curarsi. In giappone hai sempre tutto a disposizione e subito.
    Paghi ma hai un servizio tra i migliori al mondo. Naturalmente non è che sia d’accordo (non so come viene tratta la gente che non si può proprio permettere l’assicurazione. I senzatetto ad esempio), ma non penso sia giusto giudicare solo una parte.
    Qui dicono che forse è meglio pagare qualcosina e avere un ottimo servizio, visto che con la salute non si scherza.

    Ovviamente c’è l’altra faccia della medaglia: se non hai l’assicurazione e non paghi in anticipo son caxxi tuoi…

    Come riportato nelle parentesi sopra, è da capire come fa chi non riesce a pagare l’assicurazione.
    Ci saranno strutture? come si comportano? questo punto mi spaventa.

    Per la mascherina: forse avete proprio ragione. Ieri mentre ero al telefono con Hiromi (alla ricerca delle medicine), mi ha fatto capire che dovrei mettere la mascherina….

    10:25 AM

  9. dearwanda ha detto:

    Ciao teo, anche io vivo a Tokyo come te e so bene di cosa parli! Io penso che il problema principale sia che in quanto stranieri non sappiamo dove sono le cose o come si fanno. I giapponesi si ammalano, vanno dal medico e si curano come noi in Italia. Sono sicuro che nessuno qui cambierebbe il proprio sistema sanitario con il nostro (neanch’io a dire il vero), semplicemente perche’ lo conoscono meglio e il noto e’ sempre meglio dell’ignoto.
    Un consiglio. Con i vari anti-influenzali tipo il Paburon raddoppia o aumenta sempre le dosi! Le dosi raccomandate sono sempre in rapporto al peso e alla corporatura, e qui in media sono piu’ piccolini. Poi ho sentito che i dottori tendono sempre a raccomandare dosi molto piccole per evitare cause e reclami in caso di effetti indesiderati da sovradosaggio! Baci e rimettiti presto, w.

  10. Teo ha detto:

    Ti ringrazio tantissimo per i consigli e per la solidarietà!

    Sono d’accordo con quanto hai appena scritto. E’ vero, anche se devo dire che Hiromi è rimasta molto sorpresa (in modo positivo) dal nostro “medico di famiglia”.

    Per il resto seguiro i tuoi consigli:-)
    Grazie di cuore

  11. tommy ha detto:

    Il problema è che a livello teorico si può discutere dei diversi sistemi e ognuno sembra reggere bene. Ma praticamente poi ci sono sempre dei problemi.
    Per quanto riguarda il nostro sistema abbiamo avuto negli anni vari scandali e brutte esprienze subite sulla nostra pelle.
    Per quanto riguarda il sistema delle assicurazioni (e non mi riferisco in particolare al Giappone) se non puoi averne una sei trattato male, non è bello chiamare un ambulanza e sentrisi dire: “ma ha l’assicurazione?”. Negli Stati Uniti pare che gli istituti di assicurazione fanno dei “regali” ai medici per invitarli a non fare alcuni esami ritenuti troppo costosi, oppure per i casi di emergenza non sono tenuti ad accogliere persone non assicurate. Il problema dei sistemi non sta nelle regole ma su come vengono applicate, sta tutto nel buon senso della gente, noi in Italia purtroppo lo sappiamo bene.

  12. serena ha detto:

    anche il nostro medico di famiglia è rimasto molto sorpreso (in modo positivo)da Hiromi…

  13. Teo ha detto:

    Purtroppo Tommy la situazione pare anche qui non essere troppo piacevole.

    Nel prossimo post riporterò delle informazioni che ho preso chiedendo ai genitori di Hiromi.

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