Okinawa e le basi americane

Estate del 2006, mentre facevo zapping insieme ad Hiromi mi sono trovato di fronte al primo dibattito televisivo serio da quando ero in Giappone: la complicata situazione delle basi americane ad Okinawa

okincart.jpgQualche sera fa, invece di vedere i soliti programmi giapponesi di intrattenimento, ho assistito ad un dibattito televisivo molto interessante.

Era composto da persone comuni (soprattutto donne agguerritissime) provenienti da Okinawa che hanno subito ingiustizie dai soldati americani e che sono esasperati dalla “colonizzazione” dell’isola.

Gli abitanti, oltre ad incidenti e violenze varie (dagli stupri su bambine, agli aerei da combattimento che cadono durante le esercitazioni su scuole e case), devono subire anche un sacco di disagi. Provate a pensare cosa significa avere elicotteri e aeroplani che ti passano sulla testa tutto il giorno.

Infatti Okinawa è un po’ la nostra Sardegna, anche se la densità delle basi americane è nettamente superiore.
Ci sono stato più di una volta e la situazione è davvero drammatica.
E’ una roccaforte americana in mezzo al pacifico.

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Dall’altra parte del dibattito, pensate un po’, c’era il ministro degli interni del Giappone che se ne stava in mezzo alla gente di Okinawa con tutta tranquillità. Da noi sarebbe utopico vedere un politico che sta davanti a milioni di telespettatori a prendere “mazzate” da un gruppo di donne inferocite in totale “scioltezza”.
Infatti il dibattito è stato davvero a senso unico. Il ministro, a parte le solite frasi banali, sembrava proprio non sapere come affrontare questa situazione.

L’argomento alla base del dibattito era il via libera del governo per la costruzione di un’ altra base americana ad Okinawa, come al solito in uno dei luoghi migliori dell’isola (del resto gli americani mica son scemi!).
Gli abitanti di Okinawa gli hanno ricordato tutti gli episodi drammatici capitati per colpa dei soldati americani negli ultimi anni. Sono arrivati a dire a muso duro di costruirsi le basi a Tokyo, o meglio sotto la casa del ministro…oki3.jpg
Purtroppo bisogna dire che l’economia dell’isola si basa proprio su queste basi. Da chiedersi però, se non è casuale come scelta, visto che il Giappone ha un territorio molto irregolare, con molte catene montuose e pochissime pianure. Okinawa invece poteva fornire alternative differenti.

Il ministro ha basato la sua difesa sul fatto che gli americani sono qui per difendere il Giappone e che tutti i giapponesi dovrebbero essere grati di questo, visto che con la loro presenza tengono lontani eventuali terroristi e soprattutto le cattive intenzioni da parte della Corea del Nord.

In verità gli americani vogliono costruire una alleanza ancora più forte con il Giappone per avere il controllo totale dell’oriente (diciamolo, per controllare meglio la Cina e la Corea del Nord). Per questa ragione c’è il progetto di aumentare le basi americane e rendere il pacifico maggiormente sotto controllo. Naturalmente il governo Koizumi è perfettamente in linea con la volontà americana.

Oltretutto Koizumi, il primo ministro giapponese, sostiene che la costituzione è troppo “pacifista” ed è necessario apportare delle modifiche. La ragione è facilmente intuibile: anche loro vogliono l’oro nero e per far questo è necessario essere ben armati.

Devo dire, nonostante tutto, che è stata una buona prova di democrazia. Il ministro è stato in trasmissione ad ascoltare tutti.

oki5b.jpgAndando in giro per Okinawa devi fare lo slalom tra le basi americane. Ho avuto modo di parlare con chi è in prima linea a protestare, gente colta che parla perfettamente l’inglese ed è a conoscenza anche dei nostri problemi con le basi.okib4.jpg
Purtroppo devo dire, ancora una volta, che gli studenti sono totalmente assenti da questo genere di movimenti. La scuola non insegna a farti un idea di ciò che ti capita intorno, discutere e credere nelle proprie idee. La scuola giapponese crea dei cittadini perfetti, che rispettano le regole e attraverso il famigerato“senso di colpa” non discutono scelte prese da chi sta più in alto di te.

Perché rovinare paradisi terrestri come questo?

 

Stupro di una ragazza di 12 anni
Questa ragazza era in trasmissione. Hiromi ha fatto fatica a tradurmi ciò che raccontava. Leggete e ne capirete il motivo.

(ho preso una parte dell’articolo pubblicato sul sito http://www.verdiveneto.it/article.php3?id_article=334)

Tra tutti gli stupri, il più famoso fu quello del 4 settembre 1995 quando alle otto di sera due marines e un marinaio Usa s’impadronirono di una dodicenne di Okinawa che tornava a casa dalle compere, la legarono, la fecero salire su una macchina a noleggio, la portarono in un posto isolato, la picchiarono e violentarono: uno di loro era alto 1,85 e pesava 120 chili. Erano tre «bravi ragazzi» di 22, 21 e 20 anni; uno era padre di una bimba di 9 mesi e diplomato; un altro era stato boy scout e chierichetto, il terzo aveva vinto una borsa di studio sportiva. Avevano deciso lo stupro «solo per spasso, just for fun». Il Comandante in capo di tutte le Forze Usa nel Pacifico, l’ammiraglio Richard C. Macke, dal suo quartier generale a Pearl Harbour (Hawaii) commentò: «Penso che (lo stupro) sia stato totalmente stupido. Per il prezzo che hanno pagato per noleggiare la macchina, potrebbero essersi procurati una ragazza», frase questa che lo costrinse a dimettersi, ma – ancora una volta – senza conseguenze per la pensione. Contro quello stupro la mobilitazione fu immediata e l’organizzazione delle Donne di Okinawa contro la violenza militare si rivelò un osso duro anche per i comandanti Usa nel Pacifico. La loro protesta rimbalzò subito a Pechino dove si stava tenendo la conferenza mondiale delle donne. Ma quello stupro fu solo la goccia che fece traboccare il vaso già colmo per la quarantennale, e assai istruttiva, storia delle basi Usa a Okinawa.

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10 risposte a Okinawa e le basi americane

  1. Sakumi ha detto:

    Assurdo… io abito in Sardegna e so cosa vuol dire avere qui le basi americane, anche se non le ho esattamente sotto casa… per quanto riguarda lo stupro, sono inorridita e disgustata…non ci sono parole..!

  2. Teo ha detto:

    Dopo essere stato ad okinawa capisco meglio anche chi vive in sardegna.

    Però la situazione ad okinawa è veramente tragica. Se avete pazienza guardate questo elenco preso da internet. Ai più sensibili consiglio di non leggere.

    http://italy.indymedia.org/mail.php?id=875593

  3. Sakumi ha detto:

    Ciao 🙂 sono ancora io… Ma Hiromi che lavoro fa? E quanto si guadagna facendo il cameriere? Da quanto siete sposati? Eheh che petulante che sono oggi… 😛

  4. serena ha detto:

    Thomas Merton:”luce senza tramonto” (la citazione è mia si prega di non scipparla,eventualmente la posso prestare…)protestò in lungo e in largo contro la guerra del vietnam e sopraffazioni varie .Naturalmente tramite scrittura perchè non gli era permesso di parlare.Tenuto in altissima considerazione da ogni persona intelligente del pianeta,morì in modo strano e miserioso a Bangkok,colpito da un ventilatore.Era un personaggio scomodo che non aveva paura di dire come stavano le cose,e questo da sempre molto fastidio…Con ciò voglio dire che forse è più prudente l’aria condizionata.

  5. Teo ha detto:

    Hiromi?
    la hostess sui voli dell’ana!

    anzi colgo l’occasione per dire a tutti che è diventata internazionale!
    Ha superato gli esami e da agosto inizia.

    Cameriere? io molto poco per ora. Andando in un ristorante in centro con una discreta esperienza penso si possa guadagnare benino!
    Ma ricordo che l’italiano è la terza lingua più studiata in Giappone. Quindi una volta che hai una buona base di giapponese il lavoro non dovrebbe essere sto gran problema.

  6. Teo ha detto:

    W Thomas Merton e tutti quelli come lui che hanno le “palle” per andare contro il sistema…

  7. Kintaro ha detto:

    Cazzolina, data l’assonanza, avevo confuso Thomas Merton (che non conosco!) con Charles Manson e mi meravigliavo del fatto che elogiavate questo pazzo che senza dubbio ha avuto -per cosi’ dire- le “palle” (o meglio la vigliaccheria) per andare contro il sistema…

  8. serena ha detto:

    ahhhh….sacrilegio samarcanda e salamandra!!!!THOMAS MERTON “luce ecc ecc…”era un frate trappista (niente a che fare col circo!) Passò direttamente dai bagordi delle università più prestigiose ad una vita di strettissima clausura.Scrisse La Montagne dalle sette balze , No man is an island,e innumerevoli altre cose.

  9. Teo ha detto:

    Mamma mia! Accostamento da mettere i brividi…

  10. camerata_@977 ha detto:

    questo e il caro prezzo che dobbiamo tutti noi a questi sporchi liberatori,che dimostrano solo la loro arroganza verso gli altri popoli noi ci dobbiamo difendere da loro…

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