Fine Maggio 2003, finalmente ci incontriamo nuovamente dopo una lunga ed estenuante attesa

Erano passati quattro lunghi mesi dopo il nostro primo incontro. Eravamo stati insieme poco più di una settimana e poi subito il distacco forzato per un così lungo periodo.

Una relazione a distanza non è facile da gestire quando hai avuto per così poco tempo la possibilità di stare insieme. E’ vero ci sentivamo da tanti mesi attraverso lunghissime chat con i rispettivi PC, ma ora che c’eravamo visti non poteva essere più come prima. Infatti nei quattro mesi successivi al nostro primo incontro, si faceva davvero fatica rimettersi lì davanti al PC a scrivere parole che non finivano mai, eravamo stanchi, volevamo solo stare insieme, realmente.
Oltretutto rimanevano le differenze d’orario che ci separavano: io mi alzavo e lei era già su un aereo a lavorare e quando tornavo dal lavoro per lei era ormai tardi e quindi dormiva.

Anche attraverso il computer a quei tempi non era facilissimo comunicare via voce. Ricordo che utilizzavo Net Meeting dove era necessario inserire l’indirizzo IP del computer che volevi contattare per poter parlare, non proprio un utilizzo user friendly. Considerando anche che il segnale era spesso disturbato con la linea che cadeva di continuo.

Ora sembra di parlare della preistoria dell’informatica, pensando ai vari Skype, msn ecc. ma in realtà sono passati solo pochi anni. Così dovevo cercare in edicola quelle famose tessere prepagate per poter parlare e stare un po’ insieme senza troppe complicazioni.

Un giorno Hiromi mi chiama dandomi la notizia che la compagnia aerea le aveva dato quattro giorni liberi e voleva utilizzarli per venire in Italia. Quattro giorni??? Ma come si fa?! Mi chiedevo. Considerando due giorni solo di viaggio e che doveva per sicurezza tornare un giorno prima per eventuali cambi di programma (glielo imponeva la compagnia), alla fine potevamo stare solo un giorno e qualche ora insieme!
Sinceramente non avevo troppa fiducia che lei potesse effettivamente venire ma quando mi spedì l’immagine dei biglietti che aveva acquistato compresi che avevo proprio una matta come fidanzata, ma non potevo che essere al settimo cielo.

Così arrivò il giorno del suo arrivo. Come al solito mi recavo all’aeroporto di Malpensa con largo anticipo, non ci stavo davvero dentro ad aspettare a casa. Alla fine mi riducevo ad attenderla osservando flotte di turisti arrivare e soprattutto di ricongiunzioni tra coppie varie. Era divertente, ognuno con il suo modo di esprimere la propria liberazione per una separazione forzata dal proprio partner.
In realtà questo era il nostro primo incontro da soli. Nel primo eravamo con i rispettivi amici e ricordo che all’aeroporto le avevamo aspettate con un enorme pupazzo di elefante che avevo utilizzato come segnale per farci riconoscere in mezzo a tanta altra gente.

Così aspettavo, guardavo quei dannati orari sul tabellone degli arrivi impazientemente. Uscivano flotte di giapponesi (ma all’epoca non riuscivo ancora a distinguere le varie differenza tra i popoli asiatici) che mi facevano credere invano che fossero passeggeri del suo aereo. Poi dopo una estenuante attesa, come un fulmine a ciel sereno, eccola lì che appare dalle porte. Non sembrava vero, finalmente era arrivata. Era proprio lei.

Quando sei lì in quei momenti ti salgono tanti dubbi: magari ha deciso di non partire e non ha avuto il coraggio di dirmelo, magari esce e non la riconosco (era passato così tanto tempo), magari ci vediamo e le sensazioni non sono più le stesse… tanti dubbi che svaniscono in un momento. Infatti lei era lì.

Come ovvio che sia le corro incontro per abbracciarla (come nei più classici film romantici), non sai bene che fare in quei momenti ma sicuramente dopo tanto tempo dovevo sentirla, toccarla…. però capita un qualcosa di imprevisto (per quei tempi, ora non mi stupirei affatto!), lei non mi guarda e non si avvicina neppure, anzi,.. scappa!!! E scappa davvero, non lo faceva affatto per scherzo!

Dopo una rincorsa con placcaggio a mo di giocatore di rugby le chiedo se non fosse impazzita: “perché scappi???!” Lei dolce e candida mi risponde: “non mi sono truccata e sono concia dal viaggio, non voglio che mi guardi! Vai Via!“.
Aveva solo bisogno di una toilette per mettersi un po’ in ordine….

Quel giorno avrei dovuto capire tante cose…. altro che film romantico!