Siamo a Roma e Hiromi lavora vicino ad un negozio di cianfrusaglie giapponesi.
Fino a qua nulla di strano.
Nella notte hanno tentanto invano di scassinare il negozio facendo un enorme buco nella porta.
Fino a qua nulla di strano.
Il postino (la mattina seguente) vedendo quel grande buco lo ha trovato molto comodo per infilarci la posta senza ovviamente chiamare la polizia.
Fino a qua nulla di strano.
I poliziotti una volta arrivati in negozio, prima di chiedere che fosse successo, hanno visto bene di provarci con la titolare giapponese.
Fino a qua nulla di strano.
I poliziotti una volta capito che la tipa non ci stava, hanno visto bene di fare dell’ironia sul perché il ladro volesse rubare quelle strane cianfrusaglie giapponesi, facendo riferimento a delle insolite mutande rosse esposte in vetrina.
Fino a qua nulla di strano.
Sulla richiesta di avere qualche garanzia per evitare altri tentativi di furto, è stata “rassicurata” dicendo che purtroppo questa è una “strana” città e sono cose che capitano, non si può far nulla per evitarle.
Fino a qua nulla di strano.
La titolare giapponese del negozio per nulla impaurita e sorpresa dei vari “avvenimenti” post tentativo di furto, si è fatta delle grasse risate raccontando tutto l’accaduto a Hiromi… conversazione riportata al sottoscritto in modo concitato in un perfetto dialetto romano …
… forse qui c’è qualcosa che non va considerando l’indole timida e introversa del popolo nipponico, strane mutazioni genetiche…
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ps. voglio riportare il link di un post esilarante creato da un mio caro amico incontrato in Giappone. Il post è un tantino lungo ma merita davvero, racconta l’imperiosa scalata del monte Fuji….. da non perdere!!
Ivan e il FUJI
marzo 31, 2010 at 2:25 pm
Ciao Teo,
ogni tanto mi affaccio al tuo web per vedere se hai pubblicato nuovi articoli.
Anch’io sono rientrato in Italia con molte difficolta’.
Ci sono molte cose che non capisco in Italia che giustifico dicendo che appartengono solo a questo paese.
E’ complicato per me, figurati per mia moglie.
marzo 31, 2010 at 5:09 pm
oh che piacere vederti… ricordo che mi avevi accennato a dei problemi sul rientro in italia. Spero nulla di grave.
Se ti posso fare una domanda, cosa ti ha lasciato più l’amaro in bocca al rientro?
Per quanto riguarda Hiromi, si è adattata molto bene, anche se è costretta a mostrare parecchia aggressività per farsi rispettare, altrimenti, soprattutto per i giapponesi rischiano di finire schiacciati da tutto e da tutti.
aprile 4, 2010 at 8:48 pm
grazie Teo.
Il rientro e’ stato difficile per vari motivi…ho vissuto piu’ di 12 anni all’estero e non sono piu’ abituato all’Italia.
La burocrazia, i servizi, le persone, la mancanza del rispetto delle regole e dei valori mi lasciano veramente senza parole.
Vorrei scappare ma al momento questo per varie ragioni non e’ possibile.
Inoltre, la mia esperienza all’estero non viene riconosciuta nella mia ditta.
Mia moglie sta cercando d’inserirsi nel mondo del lavoro, vedremo se ce la fara’.
Hai mai pensato di tornartene in Giappone?
aprile 4, 2010 at 9:29 pm
E’ proprio questa la ragione che mi fa pensare di rimanere, perché in Italia c’è molto da fare.
Credo che proprio per la possibilità che abbiamo avuto di vedere altri paesi ed altre situazioni mi fa credere di poter far qualcosa di buono nel nostro. Non è facile, anzi tutto è mostruosamente complicato, ma è possibile.
Ma dove stai ora, che parte dell’Italia?
aprile 7, 2010 at 9:34 am
L’intenzione è ottima e nobile.
In questo momento mi trovo in quel di Torino.
aprile 25, 2010 at 8:09 am
per 2 mutandine rosse in giappone avrebbero fatto molto peggio…credimi…
aprile 25, 2010 at 10:04 am
ti credo, ma se non erano .. diciamo di “prima mano”