E si mi avete scoperto siamo in Italia.
Sono arrivato a Roma nel gennaio 2008, di seguito una breve cronologia degli avvenimenti.
Dopo un breve periodo di ambientamento nel quartiere romano di San Lorenzo, mi trovo catapultato in un nuovo lavoro nella capitale.
Hiromi lascia il lavoro a marzo e viene anche lei in Italia. Si ambienta in tempo zero: infatti dopo un giorno inizia a dire “AO!!”; dopo due “Ao stai a scherza???!!”; dopo tre “alll’immortacci… te meno!!”
Dopo due mesi di lotta continua torna in Giappone un periodo che le consente a lei di prendere la patente e concludere tutte le pratiche per tornare in Italia senza problemi e a me… di prendere un po’ fiato…
In questo momento mi accorgo di quanto sia sorprendente la mia cara mogliettina: la super gelosissima Ninja per non farmi pagare uno sproposito in affitto mi fionda una ragazza giapponese in una delle stanzette dell’enorme appartamento in cui vivevo. Dopo qualche giorno però mi accorgo invece quanto siano infide le donne anche nel paese del sol levante: ovviamente era una spia nemica messa lì per controllarmi!
Nel frattempo continuo a lavorare come un pazzo, sino a 14 ore al giorno e a ritmi vertiginosi…. i giapponesi mi fanno un baffo! Quindi non ricordo una bega di quel periodo.
Ad ottobre si trasferisce definitivamente in Italia, nel frattempo io consolido la mia attività.
Inizia il periodo dei week-end di guerra totale: dopo i giorni lavorativi della settimana idilliaci, si finisce il week-end con battaglie terrificanti per la gioia dei vicini.
A gennaio 2009 ci trasferiamo e andiamo ad abitare fuori Roma.
Lo scannamento continua così che Hiromi per “alleggerire” le sue performance contro di me decide di andare a fare un po’ di attività fisica cercandosi una palestrina amatoriale di Karate. Peccato che sbaglia palestra e finisce in una a livello agonistico con due campioni mondiali e tre campioni italiani che decidono di allenarla seriamente. Nel successivo week-end decido di alzare bandiera bianca e chiedere al Burundi asilo politico.
Miracolosamente riusciamo a terminare un week-end senza litigare, a mezzanotte brindiamo l’incredibile avvenimento. Alle ore 3 però ci svegliamo in mezzo la notte per il fortissimo terremoto dell’Abruzzo (non scherziamo è stato davvero così tanto da sentirci persino un po’ colpevoli).
Hiromi inizia ad affrontare il traffico romano con spavalderia integrandosi perfettamente nel sistema, tanto da prendere tutte le peggiori caratteristiche degli autisti nostrani. Alla fine decide pure di rimodellare la mia macchina schiantandola su un guardrail per renderla più conforme con le carrozzerie che si vedono in giro da queste parti.
(…mortacci…)
Ora (proprio in questo momento che scrivo) siamo a casa tutti belli tranquilli e lei sta piangendo mentre guarda un dramma giapponese…
(mah!)
Ecco qui la breve cronistoria di quello che ci è successo nell’ultimo periodo. Siamo ancora qui e ancora vivi e tra alti e bassi viviamo la nostra vita a mille! non è cambiato nulla dal Giappone, solo il paesaggio, noi siamo sempre uguali e ci vogliamo un bene da….morire!
Maggio 28, 2009 at 10:18 am
ciao teo
però una giappo che parla e guida come una romana deve essere fantastica.
ma ora che lavoro fate entrambi?
ciao
Maggio 28, 2009 at 9:05 pm
ROSCIO! caspita tu scrivi da quando questo blog è nato!
che fai di bello?
io rompo le balle alla gente tutti i giorni e tu?
Hiromi ha appena ricevuto il permesso di soggiorno (tempi italiani) ed ora ha qualche colloquio.. speriamo bene..
Maggio 28, 2009 at 12:07 pm
Ciao Teo! Come mai vi siete trasferiti in Italia? Non vi trovavate bene in Giappolandia? XD
Maggio 28, 2009 at 9:09 pm
Giappolandia? non so che idea hai del giappone ma ti assicuro che è bella tosta come esperienza, sicuramente non semplice.
cmq abbiamo deciso di tornare perchè mi hanno dato una bella prospettiva a Roma e devo dire che siamo entrambi contenti.
Anche in Giappone non stavamo male, anzi io avrei continuato ancora un po’, ma la vita a volte ti fa prendere altre decisioni….
Maggio 30, 2009 at 6:15 am
Capisco… Beh speriamo vada tutto bene!
Maggio 29, 2009 at 11:51 am
ciao teo
niente di che ma ti ho seguito sempre.
io sto rompendo le balle a un amico che ha un affare in giappone e cerco di farmi trovare un posticino anche come portaborse.
nn ci sono novità.
speriamo bene per tua moglie.
Maggio 30, 2009 at 7:33 am
appena riesci fammi sapere che magari riesco a darti qualche dritta…
Maggio 29, 2009 at 10:08 pm
Ciao Teo.
Che piacere leggerti ancora.
Spero che l’Italia ti piaccia ancora…non deve essere facile rientrare a casa dopo l’esperienza giapponese.
Con mia moglie (giapponese) dagli USA ci siamo trasferiti in UK ma forse saremo costretti a rientrare in Italia a breve.
Spero sempre un giorno di poter vivere per un paio di anni in Giappone.
Maggio 30, 2009 at 7:38 am
Piacere tutto mio, caspita non pensavo davvero che vi collegavate ancora
si, nonostante tutto quello che si dice, l’italia mi piace ancora. Diciamo che qui si vive e lo si deve fare lottando. Lo vedo con Hiromi che si sta adattando incredibilmente e che se ad esempio allo sportello si trova una persona impazziente è in grado di dire in tutta tranquillità:” AO ma statte calma!”.
Per lei è un modo totalmente diverso di vivere e nello stesso tempo molto stimolante, da noi c’è poco di “preconfezionato”, ogni giorno è una sorpresa!