Questo è il proseguimento del cliccatissimo post sul mio matrimonio (che potete rileggere qui) Ogni volta che penso a quei momenti mi vengono ancora i brividi…
Dopo aver superato il trauma di vestire il kimono ci accingiamo ad andare verso la cerimonia. Il rito vuole (o semplicemente la buona educazione nipponica) che l’uomo sta davanti alla damigella. Il problema che io ero troppo “imbesuito” a pensare alla mia falcata da samurai, invece di controllare che la damigella restasse dietro a me. Infatti il kimono femminile, al contrario di quello maschile, è molto stretto alle caviglie costringendo la donna a fare solo dei passettini molto piccoli. In questo modo si formavano delle voragini tra me e lei che le povere assistenti (anche loro rigorosamente in kimono) cercavano di limitare rincorrendomi per bloccare in qualche modo il mio impeto.
Oltretutto dovevo tener un maledetto ombrellino che mi si incastrava ovunque, sopratutto nel mega “ciuffazzo” di Hiromi.
Finita la gita intorno al giardino, con tutte le problematiche del caso, ci toccava affrontare gli invitati nella sala da pranzo.
Non so esattamente la ragione, ma ero sempre sull’orlo di svenire. Probabilmente i giramenti di testa erano dovuti o ai mille inchini che bisognava fare ad ogni invitato, o più semplicemente al soffocamento provocato dai mille strati di coperte che mi erano stati messi sotto il kimono per mascherare il mio “panzone”. Sta di fatto che tra una gaffe e l’altra si entra nella sala da pranzo.
Ricordo che ero l’unico occidentale in tutta la sala. L’unico che non capiva una bega di giapponese e di quello che gli stava accadendo intorno. Un vero e proprio incubo.
Arrivati in sala si doveva girare intorno agli ospiti seguendo un percorso prestabilito che io costantemente sbagliavo, facendo diventare matte le assistenti che non sapevano come bloccarmi ed reindirizzarmi nella posizione corretta. Divertente che gli ospiti in sala, ad ogni movimento errato, rispondevano con degli “OOOOOooooooohhhh”.
Insomma se l’inizio era stato complicato il proseguimento andava sul disastroso.
Miracolosamente ci uniamo al tavolo degli sposi e mentre la tipa che doveva dirigere il tutto parlava al microfono, io cercavo di mascherare con dei sorrisi tiratissimi “l’ impercettibile” tensione che sentivo, ma purtroppo gli inconvenienti non ero finiti per nulla.
Altra stravagante usanza vuole, che davanti a tutti gli invitati, si deve firmare un foglio che non ha nessuna valenza legale. Una firma semplicemente davanti alla comunità.
Oggettivamente una operazione abbastanza semplice, ma il caso vuole che la penna fornita mi si rompe in mano. Adesso non credo che sia stata per colpa della tensione e che quindi ho premuto un po’ troppo sulla povera pennina, ma credo semplicemente che sia stata una buona dose di sfiga o più semplicemente che qualcuno si sia divertito alle mie spalle (se ci fosse stato qualche italiano lo avrei creduto davvero). Sta di fatto che così il mio nome , davanti alla comunità è rimasto tagliato, anche se credo che nessuno in sala se ne sia potuto accorgere.
La giornata era ancora lunga ma il tempo proprio non ne voleva sapere di passare….
(continua)
Febbraio 24, 2008 at 9:54 pm
[...] Siamo pronti. Si entra in scena… (continua…) [...]
Febbraio 25, 2008 at 8:36 pm
porca vacca ma possibile che bisogna rifare ste cavolo di usanze antiche da ultra-medioevo???? sarebbe stato carino aggiornarle magari… come?? per esempio far incedere la sposa e lo sposo insieme (come al solito lo ying viene messo in disparte per lo yang!!) in modo da creare equilibrio… certo la tua penna non si sarebbe rotta (vedi?? non c’era equilibrio! troppa forza yang maschile a discapito di quella ying femminile!!!)
addirittura anticamente (pure oggi?) si creava un handicap alla sposa per mortificarla!! (con i vestiti stretti! che infami!!) (vedi anche i piedini fasciati (in cina?))
insomma, ma non se ne puo’ più di queste cerimonie inneggianti allo strapotere maschile! (le popolazioni più in guerra (nel senso che si ammazzano tra di loro) sul nostro pianeta sono quelle che mettono più muri tra i due sessi)
facciamo qualcosa per riportare l’equilibrio!
e poi te che con tutti i tuoi sbagli ti sei preso pure tutta l’attenzione degli invitati…ma dai!!!
perchè non vi siete sposati nudi con delle ghirlande nei genitali?? almeno le differenze sarebbero state solo fisiche…
meno male che non sono venuto (mi ricorderò sempre con affettissimo che mi avete invitato!!grazie ma non potevo proprio…magari mi sarei perso nei giardini zen…!..!..) altrimenti avrei ribaltato tutto (in senso metaforico s’intende!!)
ah! ah! ah!
ideona! perchè non vi risposate in Italia e facciamo una grandissima festooona???
VIVA GLI SPOSIIIIIIIIIII!!!
adesso (dopo questo post) è meglio che vi
riposate
Febbraio 26, 2008 at 6:12 am
ah ah grande dani!
analisi divertente e molto interessante!
Beh non ti preoccupare tutte le attenzioni erano comunque dirette alla sposa che era veramente bella e particolare con il Kimono.
In giappone hanno un idea della femminità molto forte. Quindi ogni piccolo movimento è curato in questo senso. E’ vista come un arte. In questo senso la cerimonia era più verso la sposa (pensa che c’erano tre persone solo a prepararla)
Per la questione dello sposarsi nudi, non credo che sarebbe stato molto interessante e poi tutti sarebbero stati impressionati e terrorizzati dalla mia “grande schifo pancia”…..
Febbraio 29, 2008 at 2:02 pm
Mi sono tornati alla memoria i ricordi del mio matrimonio qui in giappone dieci anni fa. Come nel tuo caso anch’io ero l’unico occidentale in sala.
Ai preparativi non capivo cosa facevano, dove andava mia moglie, cosa dovevo fare io… ma ad un certo punto l’organizzatore mi tranquillizza con un secco “Siediti e stai zitto!” Si, quando organizzano una cosa, anche gli sposi passano in secondo piano
Marzo 1, 2008 at 2:51 pm
Ciao Teo,
il colmo dei colmi: mentre in Italia ho la Abilitazione, ma non mi fanno lavorare, Quì ho già ricevuto 3 proposte di lavoro, ma non ho la abilitazione! essendo single il mio giapponese va a rilento, e poi ogni volta che conosco una ragazza la mia prima domanda: “ultima mestruazione?”… tra un pò lo saprò anche scrivere in giapponese, non solo dirlo! non so se hai letto le evoluzioni sentimentali… promettono bene (tuttavia sempre single sono e la mia “controparte sentimentale” da studente di medicina fa un lavoro da schiava! quindi è come se stessi solo! Ok non tutte le notti!). E’ sempre bello vere come si ricordano le persone degli eventi importanti: ne conosco una che il giorno del suo matrimonio HA SBAGLIATO CHIESA! dopo 3 settimane di prove (ero testimone)! ho anche le foto del tizio impomatato e stravolto, senza i soldi per il taxi!
Marzo 20, 2008 at 7:48 pm
A proposito….
Oggi al tg hanno parlato dei giapponesi che sempre più numerosi vengono a sposarsi in Liguria.
guarda qua (spero non lo tolgano):
http://www.primocanale.it/viewvideo.php?id=17060
Aprile 1, 2008 at 7:27 pm
ma che fine hai fatto?????? sei ancora vivo oppure ti hanno rapito i ninja????
dammi un segno di vita….
Aprile 2, 2008 at 6:26 pm
no, Valerio non l’hanno rapito i ninja! (io sono uno di loro)… è stato rapito dal…LAVORO!! (puet!!!)
Aprile 22, 2008 at 10:59 am
di tutti gli usi e costumi ho sempre pensato che il giappone avesse un suo fascino particolare
leggendo il tuo post me ne dai un’ulteriore conferma
non ho mai partecipato ad un matrimonio
ma posso dire che ora non mi spiacerebbe
bellissima terra
buona giornata
Luglio 19, 2008 at 7:06 pm
Mmm… a Ottobre mi sposo in Giappone, e dopo quello che ho letto inizio ad essere piuttosto preoccupato. E mi sa che pure a me serviranno gli asciugamano!!!
Agosto 12, 2008 at 4:21 am
anche io sposato con ombrellino ecc…
Nezu jinjia a Tokyo
un caldo boia (soprattutto mia moglie)
mitici i fotografi profesionisti, ti ettono in posa per 15 minuti studiando tutto prima di scattare… veramente bravi
bello questo blog sto per partire ora per tokyo ad aumentare il monte ore suoceri
un saluto
Luca
Agosto 17, 2008 at 3:45 pm
Ciao!
Innanzitutto mi scuso se ti lascio un commento sul blog, ma non sono riuscita a trovare il tuo indirizzo e-mail.
Io sono Flaminia e gestisco il sito http://www.kimonoflaminia.it.
Si tratta principalmente di una “vetrina” per la mia collezione privata di capi d’abbigliamento originali giapponesi:
kimono, haori, michiyuki, obi, geta, ecc.
Inoltre, è presente un blog e una sezione “Foto e fimati” con i resoconti delle sfilate cui ho partecipato e non solo.
Con il prossimo aggiornamento aggiungerò il tuoblog ai link sul mio sito. Se potessi aggiungere il mio sito al tuo elenco
(e magari una piccola recensione… ^__^), mi faresti davvero MOLTO felice.
Sarei anche molto interessata a sapere un tuo parere sul sito e la mia collezione in generale: visto che sei sposato con una ragazza giapponese, dovresti intendertene…
^__^
Grazie mille!
Flaminia
Gennaio 3, 2009 at 9:33 am
Teo, che fine hai fatto?
Pensi di non aggiornare piu` il tuo blog?
Ci manchi.
Febbraio 1, 2009 at 7:05 pm
Ehy Teo ma che fine hai fatto?? Siamo preoccupati sai?
Aprile 1, 2009 at 8:12 pm
Ciao Teo, che meraviglia il tuo blog! Si distingue da tutti gli altri! Posso scriverti?
Aprile 4, 2009 at 8:02 pm
Ciao Teo, bel blog molto divertente ed interessante. Aggiornalo pero’!