Novità: ho portato a termine il mio lavoro in Giappone. Infatti con settimana scorsa ho finito la mia attività lavorativa qui, nella famosa azienda “delle mille riunioni”.
Ora si torna ancora un pochetto in Italia per una boccata d’ossigeno (dal 18 marzo circa) e poi si vedrà.
La lingua è un bel ostacolo, piano piano sta migliorando ma per utilizzarla sul lavoro ci vuole ben altro.

Perché ho rinunciato? Sono successe tante cose, ma diciamo che per fare qualcosa di serio, dovevo dare una disponibilità di almeno 3 anni e non è uno scherzo un tale passo. Poi sinceramente anche Hiromi non ha intenzione di fermarsi così a lungo a Tokyo.

Il Giappone è mondo molto particolare e soprattutto nel lavoro si affrontano le vere differenze culturali. Il modo di porsi verso i tuoi superiori e colleghi dev’essere attento anche quando si tratta di dover fare un brindisi, altrimenti rischi di toccare sensibilmente la loro suscettibilità.

Nonostante tutto penso di essere stato molto fortunato di aver potuto vivere una simile esperienza.

Problema Visto

Settimana scorsa ho lavorato presso una sede dell’ Hitachi.
Un lavoro abbastanza semplice, visto che dovevo configurare un centinaio di computer sparsi nei vari settori dell’azienda.
Mi sentivo più libero visto che ormai la decisione era stata già presa.

Un fatto particolare che è successo è stato quando ho dovuto chiedere un ora di permesso.
Infatti per colpa del mio visto, che scadeva proprio in questi giorni, ho dovuto chiedere un un po’ più di un oretta libera nel pomeriggio. Ingenuamente pensavamo che Hiromi si potesse occupare della faccenda, ma ovviamente avevano bisogno di vedere il mio “bel” faccione anche nella consegna dei documenti.

Il lavoro stava procedendo molto bene ed ero in anticipo di 2 giorni rispetto alla tabella di marcia. Anche quelli dell’Hitachi erano rimasti sorpresi da come un “italiano” potesse lavorare velocemente.
Beh il visto è una cosa seria, ma in Giappone il lavoro viene prima di tutto, in alcuni casi persino prima della famiglia.

Dovevo avvertire il mio collega della necessità del permesso.
Un classico giapponese. Infatti con la sua meticolosità ossessiva mi stava facendo diventare pazzo. Continuava a rallentare il lavoro per qualsiasi stupidata. Controlli su controlli, un angoscia.

Visto che comunque lui doveva essere il mio responsabile lo informo che ho bisogno di questa oretta di permesso. L’avessi mai fatto!
Si è paralizzato come se avesse visto un omicidio in diretta.
Con gli occhi completamente sbarrati e la bocca semi aperta, mi dice ” are you kidding?!” (stai scherzando?).
Io rispondo che il lavoro è anni luce avanti e che il cliente sembra molto contento di come vanno le cose.
“you are crazy!” questa è stata la sua risposta, dopodiché ha iniziato a fare mille chiamate andando avanti indietro per lo stabilimento come un forsennato.
Io ho ignorato tutto questo e sono andato avanti con il mio lavoro, solo dopo che mi ha dato del “crazy” per la terza volta gli ho risposto gentilmente di non farsi “troppe menate mentali” che non c’era nulla per avere una simile reazione. Offesissimo per la risposta secca non mi ha parlato per 3 giorni facendo il classico “muso da offeso giapponese”.
Non fraintendete, fossimo stati in sede non ci sarebbero stati problemi per il permesso, ma eravamo presso l’Hitachi e qui il cliente è visto come una sorta di divinità.

Alla fine dopo una mattina a fare il pazzo, il mio collega deve chiedere al responsabile dell’Hitachi (il sistemista) del mio permesso. Io ero presente ed è andata più o meno così: “mi scusi, ma purtroppo abbiamo un inconveniente con uno dei nostri collaboratori (bla bla bla bla). Ha avuto dei seri problemi con il rilascio di alcuni documenti ….(e bla bla bla bla)… quindi il mio collega avrebbe bisogno di 1 ora di permesso per rinnovare il Visto (scuse varie bla bla bla…..)”.
Risposta del sistemista. “assolutamente nessun problema.”

Tornato dal permesso, il mio collega mi ha accusato pure di non aver chiesto scusa, con tutti i vari “rituali”, agli altri colleghi che hanno dovuto fare a meno della mia presenza per quell’oretta.
In Italia, al contrario, sarebbero stati tutti molto contenti della mia assenza!