Post davvero mitico, da vero pazzo avevo deciso di sfidare due poliziotti giapponesi al dire il vero un po’ impacciati
Stavo tornando a casa con la mia biciclettina (anzi di Hiromi, dopo capirete il perché di questa precisazione), quando sul lato della strada una macchina della polizia si accosta facendomi segno di fermarmi.
Io ero sul marciapiede e tra noi c’era un muretto e una siepe che ci separava. La macchina della polizia si trovava su una strada a 3 corsie a senso unico, molto traffica. Sapendo che non potevano stare lì per molto tempo, li ho completamente ignorati. Ragione? beh da buon gaijin avevo appena attraverso uno, due..mmm.. tre.. insomma qualche semaforo di troppo con il rosso.
Infatti come pensavo i poliziotti sono costretti a muoversi, ed io li lascio andare intuendo però che mi avrebbero aspettato al primo incrocio.
Beh, penso: “facciamo retromarce!” Mentre mi giravo per ritornare sui miei passi mi accorgo che proprio di fianco c’era una stradina secondaria. Io mi trovavo sopra ad una specie di soprelevata lunga qualche centinaio di metri, quindi potevo vedere dall’alto la strategia dei due poliziotti. Infatti uno tornava indietro con la macchina per la stradina e l’altro mi veniva incontro sulla sopraelevata a piedi. Mmm.. che fo?
Con uno scatto deciso li avrei seminati. Infatti la vietta parallela sfociava nella strada a 3 corsie e la macchina della polizia non poteva certo venirmi a prendere in contromano o seguirmi sul marciapiede.
Penso: “se mi do alla fuga, che scriverò mai sul blog, visto che è un po’ di tempo che sono a digiuno??!”
Non ho mai avuto un incontro con la polizia giapponese in una situazione come questa! Buona occasione, quindi decido di affrontare il poliziotto a piedi. Nuovamente retromarce e mi avvio verso il memorabile incontro.
Verifica del “catorcio”
Il poliziotto stava venendo verso di me correndo con un torcia accesa in mano. Io vado bello deciso verso di lui e mi si piazza in mezzo alla strada gesticolando come se arrivasse un jumbo jet (non provate a fare battutacce, ho messo su qualche chilo ma non sino a questo punto). Mi fermo con un grande sorriso (in Italia magari pensano che li pigli per i fondelli, ma qui no, è meglio farlo) chiedendo che c’è che non andava.
Il poliziotto inizia a parlare ed io prendo tempo facendo finta di non capire (prima volevo comprendere bene che volessero). Purtroppo non era necessario fare finta, visto che non capivo proprio una mazza!
Mi indicano un numero che era sul telaio della bicicletta (nel frattempo era arrivato pure il tipo in macchina, un ciocciottello che a momenti si ribalta nel tentativo di scavalcare la siepe). Ah il numero! Pensano che ho rubato la bici!
In Giappone ogni bicicletta ha un numero sul telaio corrispondente al proprietario e questo viene registrato dalla polizia.
Caspita si fanno ste menate anche per un simile catorcio. Va beh, stiamo al gioco.
Dovete sapere inoltre, che quasi tutti i giapponesi lasciano la bici in mezzo alla strada anche di notte, chiusa solo da un affarino che va in mezzo ai raggi della ruota. Anche se è un gioco da ragazzi, quasi nessuno di loro oserebbe rubarle. Ma ci sono anche tanti stranieri malintenzionati, ed è normale routine per la polizia fermare i gaijin e controllare che non abbiamo rubato la bicicletta sui cui viaggiano.
Intanto i poliziotti iniziamo a chiedermi di chi è la bici, io naturalmente rispondo che è di Hiromi M., mia moglie. Loro controllano e con uno sguardo minaccioso mi dicono che il nome non corrisponde. Azz… Iniziano a farmi delle menate in giapponese. Del tipo che è un grave reato rubare la bici in Giappone.
Ma io non l’ho rubata! Replico. Cerco di spiegare che è la bici di mia moglie e che torno dal supermercato.
Loro insistono nel dirmi che in Giappone è un grave reato rubare la bici e il nome che gli ho detto non corrisponde al numero del telaio. Mmm.. dove sta l’inghippo? Sarà forse di una amica di Hiromi? Magari regalata? Che gli racconto ora?!
Ma no! Che stordito, il cognome! Hiromi ha comprato sto rottame quando non eravamo ancora sposati! Vediamo se con la nuova parola chiave funzia: Hiromi K.
Ecco! Di colpo i poliziotti cambiano aspetto, diventano tutti tranquilli e con un gran sorriso mi dicono che è tutto a posto e se ne vanno.
Mah! E i 4 incroci che ho attraversato con il rosso?!
