Gennaio 2007


Settimana scorsa è arrivato finalmente il Futon matrimoniale insieme ad un bel trapuntone(o meglio “copertone” come ama definirlo Hiromi) e ad una copertina di quelle stra super morbide.
Per chi non lo sapesse, il Futon è quel “COMODISSIMO” (dai, un po’ mi sono abituato) materassino che viene posto sul tatami.

Inizio dell’incubo: lotta tra copertina e “copertone”
“Che bello!” pensavo, “finalmente possiamo dormire tranquilli e comodi senza bisogno di fare la lotta per stare sul nostro piccolo futon!”
Pensavo. Ma purtroppo come spesso capita quando c’è di mezzo Hiromi, “pensare” è molto male.
Hiromi tutta bella baldanzosa prepara il lettone. Bellissimo, fantastico! Il futon, la copertina stra morbida e sopra il trapuntone così gonfio che ti veniva quasi voglia di farti un bel tuffo (Non fatelo! Il futon è alto soli pochi centimetri, esperienza personale…).Finalmente andiamo a letto.
Tutti belli contenti spegniamo la luce e ci accingiamo a dormire. Faccio per girarmi per mettermi nelle posizione ideale per prendere sonno, quando una voce soave spezza il mio momento di preparazione per la notte.
“LA COPERTINA! NON MUOVERE COPERTINA! DEVE STARE INSIEME AL COPERTONE!”, mi faccio per girare per capire meglio la situazione quando un altro flusso di tenere espressioni arrivano al mio udito. “MOOOOOoooo DOV’E’ LA COPERTINA?! EH?? NON CAPISCI NIENTE!” “NON MUOVERE COPERTINA!!”

Il problema è la copertina. Talmente soffice, liscia e vellutata che farla stare insieme al copertone diventa impresa assai ardua. Incompatibilità estrema. Un po’ come cercare di collegare due calamite con i poli uguali. Impossibile. Ma non per Hiromi:
“ADESSO DOV’E’ COPERTONE??! HO SOLO COPERTINA!”
“MA CHI HA FATTO??!”
“RIDAMMI COPERTONE!!!” e ancora:
“ORA NON C’E’ PIU’ COPERTINA!!!”
NON CAPISCI NIENTE! ECCO!!”
NON MUOVERTI !! TI MUOVI SEMPRE!”
“ORA Non c’è piu’ ne copertina ne COPERTONEEEE!!!!!!!”
“MA CHI HA FATTOOOOO!!??”

Per pochi istanti ho pensato di soffocarla tra la copertina e il copertone…

Fortunatamente ero talmente cotto che sono riuscito a prendere sonno. Sinceramente non ricordo se con la copertina o il copertone. Ma poco importa.
Durante la notte, non so se fossi condizionato o peggio fosse un brutto incubo, ma mi sembrava di sentire ancora Hiromi che se la prendeva con la copertina (o forse con il copertone?). Mah, per quanto mi riguarda, ho deciso di dormire senza copertina e copertone sino a quando la situazione non diventa meno complicata. Difffficile la vita….

Ora vi racconterò qualcosa che è accaduto in ufficio. Voglio però precisare che non c’è nessun sarcasmo o mancanza di rispetto verso l’azienda per la quale lavoro.

Voglio semplicemente raccontare, possibilmente anche in modo divertente, le differenze culturali tra i due paesi. E questo, per pur banale che sia, ci fa rendere conto quanto, in certe cose, sono distanti le nostre culture.

 

Due volte al mese, nell’ufficio dove lavoro, c’è una riunione seguita da una mangiata (e bevuta) colossale tra tutti i dipendenti dell’azienda. Tutti i colleghi esterni si recano in ufficio per sentire tutte le informazioni che i nostri capi hanno da comunicarci.

Io naturalmente, non riesco ancora a comprendere ciò che si dice, ma da poco ho la fortuna di aver conosciuto un collega molto gentile che mi traduce tutto ciò che si dice nelle riunioni.

Il capo parla. Tutti sono serissimi e ascoltano molto attentamente. Io come al solito cerco di immedesimarmi per avere la medesima espressione facciale dei miei colleghi.

Intanto il mio collega traduce: ” si è definita la regola di come è necessario “chiamarsi” tra colleghi. Dalle ore 9 alle 17:30 ci si deve chiamare rispettosamente con il cognome seguito da San (come si è sempre fatto). Mentre nelle ore libere si deve cercare di usare un atteggiamento più confidenziale chiamandosi possibilmente con il rispettivo nickname, per creare una maggiore confidenza tra di noi.” (io la descrivo così, ma dal vivo sarà durata almeno 10 minuti).

Mentre traduceva io cercavo di mantenere la medesima espressione di serietà, acconsentendo come se fosse qualcosa di estremo interesse. A dire la verità l’interesse c’era eccome. Per tre volte hanno dovuto ripetermelo perché in quel momento non potevo credere che alla base di 15 giorni di riunioni c’era un problema come questo.

Sicuramente nelle riunioni si è parlato anche di altro. Ma ricordo che in una di queste famose cene, per tutta la sera i vari capi (o responsabili) hanno continuato a discutere ANIMATAMENTE su questo argomento. In quel momento non ci ho fatto tanto caso, perché pensavo fosse una delle tante discussione futili (come capita spesso anche in Italia), pilotate da una buona dose di tasso alcolico.

C’è da dire che di questa regola l’azienda dove lavoro non ne aveva assolutamente bisogno. A mio parere c’è già una situazione come questa. Però per loro credo sia importante DEFINIRE che sia così.

In Italia forse abbiamo il problema opposto. A volte la confidenza che si crea tra colleghi per alcuni è esagerata e sicuramente ci saranno state riunioni per cercare di ridimensionare questo atteggiamento.

Ps. raga grazie a tutti per le tantissime visite. Veramente non so che dire. Ore su google basta che scrivete “Teo” per trovarmi. Sono ancora un po’ indietro, ma bisogna spodestare “quel simpaticone” di mammucari… ;-)

A Tokyo c’è un quartiere (vicino a dove abito) dove si dice gli occidentali sono molto “richiesti”. Infatti pare che appena un maschietto mette piede in codesto quartiere si troverebbe di fronte una folla di giapponesine pronte ad “inguaiarlo”.
Il nome del quartiere (per gli interessati, ora immagino tanti) è ROPPONGHI(ignurant si scrive senza H! però si pronuncia GHI).

Conoscendo la qualità delle arti marziali della mia mogliettina, per me naturalmente è Off Limits. Come avrete facilmente capito non vi posso essere molto utile se avete bisogno di qualche indicazione…

Roppongi, come scritto nei precedenti post, è il quartiere dove si trovano il maggior numero di stranieri. E come tale è molto frequentato da chi vuole incontrare persone che provengono da altri paesi. Dicono per esercitarsi con “l’inglese” (mah!).
Ho fatto una ricerca su internet e ho trovato una descrizione fatta veramente bene (mai l’avrei potuta fare meglio). Il sito è MarcoTogni.it, eccovi l’indirizzo, vi consiglio di dare un occhiata, merita! io ve ne riporto solo una parte:
http://www.marcotogni.it/roppongi.php
“…..
Roppongi inizia a diventare interessante dopo le 10 di sera, soprattutto nei fine settimana.
Con l’aiuto del fuso orario il primo sabato notte a Tokyo l’ho trascorso a Roppongi. Non sono uno che frequenta locali notturni ma mi interessava molto vedere com’è la vita notturna a Tokyo.
Ci sono decine (anzi, centinaia!) di locali notturni dove poter bere, ballare, conoscere ragazze. Le ragazze sono in gran parte giapponesi, i ragazzi sono quasi tutti gaijin. Ogni locale che si rispetta ha almeno un buttafuori nero, perché li fa figo avere un buttafuori nero, anche se non riesco a capire il motivo.
Per la strada ogni tanto incontrate ragazze che vi propongono massaggi economici. Mi sembrava strano che ragazze in minigonna e tacchi alti propongono massaggi, in Italia di solito ragazze così propongono tutt’altro genere di servizi. :-)

E’ stupendo stare a Roppongi tutta la notte perché sembra sia sempre giorno. Anche alle quattro di mattina è caldo umido come alle quattro di pomeriggio, è sempre stapieno di gente, e le insegne dei locali illuminano a giorno le strade.
Sale giochi e ristoranti sono aperti tutta la notte e a qualsiasi ora sono pieni di gente. Intorno alle tre di mattina ho visto un gruppo di cinque ragazzi che facevano un torneo a formula 1 in salagiochi, roba da matti!
…”

Qualche giorno fa, dopo tanto tempo, ho conosciuto finalmente il primo Italiano a Tokyo. L’ormai famosissimo Valerio che spesso scrive su questo blog.
Bellissimo incontro con le rispettive mogliettine.
(eh eh eh) Bisogna dire che da buon italiano conosce ogni piu’ piccolo e remoto angolo di Roppongi e piu’ volte cerca di convincermi (invano) ad andarci.
Non preoccuparti, tanto la tua bellissima mogliettina mica lo legge il mio Blog, beh almeno sino ad oggi (eh eh eh)

Come avete capito stavo solo scherzando. Era solo per farvi comprendere meglio quanto sia sentito questo luogo per le femminucce che hanno un fidanzato (o maritino). Infatti anche per lui è totalmente Off Limits. Se solo dovessimo mettere un piedino in questo quartiere, rischieremmo di avere mozzate piu’ parti del nostro corpo (gelosia, mah!) …
Bisogna dire che noi italiani abbiamo perso parecchi punti, scalzati dai colossi neri che sembrano ormai farla da padrone in questo quartiere.

A parte l’ironia e la gelosia, è vero che in Giappone c’è molta curiosità per gli stranieri. Non mi riferisco a quella probabilmente stereotipata di Roppongi, bisogna dire che in certi luoghi del Giappone la persona occidentale è veramente una rarità. Quando vivevo fuori Tokyo, capitava di incontrarmi con uno straniero e tale era la sorpresa che ci salutavamo.
I bimbi giapponesi, ad esempio, ti guardavano come se fossi un alieno arrivato da un mondo lontano.

Kabukicho e la vera vita notturna di Tokyo, clicca QUI per saperne di più.
Anche Harajuku merita di darci un occhiata


Testimonianze

Mi ha scritto Marco Togni autore del Sito Web da dove ho preso il bellissimo racconto. A lui non sembra aver fatto una buona impressione. Ma dalla sua “repulsione” per Roppongi qualcosa mi dice le visite non diminuiranno….

Marco: “Ah, aggiungo che Roppongi fa schifo. Ci sono solo tipe che hanno voglia di turisti per una notte. A me fa schifo.”

Dopo aver trascorso il natale in Italia, vivevo la stessa festa corrispondente per i giapponesi: il capodanno

Capodanno come natale
Appena ritornato dall’Italia come primissima meta sono andato ad Hiroshima a trovare i parenti di Hiromi per festeggiare la festa giapponese più importante: il capodanno.

Dovete sapere che il capodanno corrisponde un po’ al nostro Natale. La famiglia si ritrova e si sta tutti insieme.
Beh devo dire subito che mentre noi in queste feste pensiamo solo ed esclusivamente a mangiare, i giapponesi si danno da fare immancabilmente facendo qualcosa: pulire la casa.
Più volte hanno cercato invano a coinvolgermi, ma come sapete noi italiani, nei periodi di festa, abbiamo una lenta lenta digestione… quindi assolutamente niente sforzi!

A parte gli scherzi per loro è un momento davvero importante: pulire la casa significa buttare via tutto quello di brutto del vecchio anno per ripartire belli puri con il nuovo.

Invece un’ usanza che ho apprezzato molto, prima di mezzanotte si mangia il SOBA, un tipo di spaghetti giapponesi, dal gusto molto delicato e particolare.
(ovviamente non siate sempliciotti da confonderla con la classica spaghettata italiana di mezzanotte)

Al tempio: Banzai!
Per chi segue una religione si va anche a pregare al tempio (un po’ come la nostra messa di mezzanotte). Ci sono stato pure io.
Non era proprio un tempio ma più che altro un grande salone con un altare (almeno a me sembrava così).
Naturalmente si entra tutti senza scarpe, ma non è un ambiente cupo che t’intimorisce come probabilmente nelle nostre chiese. Qui sono tutti sorridenti e felici di stare insieme. Si prega in allegria e neppure tanto composti, infatti c’è anche un po’ di caos e confusione che ti permette di sentirti completamente a tuo agio.
Per pregare si dice solo una frase a differenti ritmi. Oh che bello! La potevo ricordare pure io!

C’è inoltre da dire che la cerimonia era fatta proprio dalla gente comune. Infatti chi voleva poteva dire una frase o un pensierino: da quelli timidi che s’impappinavano, a quelli super esaltati che sembravano uscire da un cartone animato giapponese.
Il momento piu’ divertente per me è stato alla fine quando tutti insieme abbiamo urlato per tre volte:
“BANZAI! BANZAI! BAAAANZAI!”
che dovrebbe essere un inno alla felicità: EVVIVA EVVIVA EVVIVA!

Karaoke
Ieri sono pure andato al famoso karaoke giapponese. Tutti chiusi in uno stanzino a stonare a piu’ che non posso. Certo che le canzoni popolari giapponesi assomigliano molto alla nostra musica leggera. A proposito, la vigilia tutti la passano a vedere una specie di Sanremo con la famiglia… meno male che mi sono addormentato prima!

Quando si esce di sera sino a tardi, se non sei motorizzato, ti tocca stare in giro sino alle 5 del mattino, cioè fino a quando partono i primi treni…(beh oppure ti spari una fucilata con il taxi).
Il bello è vedere il contrasto tra chi è piu’ rimbabito fra la gente che si reca al lavoro (già a quell’ora) e chi torna a casa dopo una lunga notte passata tra karaoke, bere, mangiare e chissà che altro..

Dopo il ritorno in Giappone, che mi aspetta?
Per prima cosa cercherò di essere piu’ presente sul Blog, sarà dura ma ci proverò.
Il 9 l’atteso rientro in ufficio, chissà che cosa mi aspetterà. Per fare ciò che mi chiedono loro avrei bisogno di un 2,3 forse 4 (ma anche 5) vite… quindi perché disperarsi?

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