Agosto 2006


punto-interrogativo-g.JPGBellissimo è andare a fare un colloquio di lavoro, starci per più di un’ora e mezza, dirsi un sacco di belle cose, salutarci tutti felici e contenti, uscire e chiedersi: ” ma che diavolo ci siamo detti??!”

Questo capita spesso da quando sono qui in Giappone, ma almeno sui punti fondamentali non si avevano grossi problemi: io so fare questo tu mi proponi quest’altro e finiva lì (nel senso che mi mandavano a casa…).

Ma con quest’ultimo colloquio abbiamo passato ogni limite!
Dopo quell’ora e mezza, mi richiamano ancora per farmi una proposta.
Mi presento bello pimpante, tutto su di giri.

Il responsabile inizia a parlare e mi fa su una presentazione che non finiva più, disegnando e rimbecillendomi con mille sigle per poi dirmi che dovevo creare un programma che veniva utilizzato per facilitare l’ import/export di una azienda che gestisce merce tra Giappone ed Australia….
?!!
spetta… come?
mi veniva voglia di girarmi per vedere se c’era qualcun altro dietro di me….

“em, scusi, ma come le ho detto l’ultima volta, non sono un programmatore. Ho sbagliato per caso appuntamento?”

Il tipo mi guarda paonazzo…boccheggia.. e poi dopo essersi ripreso leggermente mi fa:
“mah come, chi? quando? bof…” (parlava in giapponese, ma dell’espressione penso possa aver detto SOLO questo!)

“Io mi ero proposto come network operator, ricorda?”. Risponde:
“ma scusi sul suo curriculum c’è scritto quello strano nome un po’ ovunque..” (nome del programma della mia vecchia azienda) ” non l’ha fatto lei?!”

Ah!!! ……..boing boing….zump zump…iniziavo a sentirmi un po’ spaesato….

“ehm, sul curriculum non c’è nessun riferimento che sia stato fatto da me! ho semplicemente lavorato con l’azienda che lo ha creato!”
BUNF! no, non è svenuto.. non ancora per lo meno…

Beh al quel punto abbiamo iniziato a parlare e forse abbiamo chiarito qualcosa…nel senso che visto che ormai ha organizzato il tutto (con l’azienda con cui dovrei collaborare) non resta per lui che andare avanti!
In 3 settimane dovrei imparare a programmare in C++!

Comunque devo fare un altro colloquio, (appunto con il capo dell’altra ditta che collabora con loro) forse già settimana prossima. Probabilmente mi faranno capire “gentilmente” di andare a “programmare” altrove…

Ora mi restano due strade: studio giorno e notte il C++ per sentirmi dire dal programmatore o dal capo dell’altra azienda che non so un caxxo, o me la prendo con calma visto che tanto non cambierà molto?
Che dite?

ok.jpgLe bacchettine (HASHI in giapponese) per mangiare sono veramente utili. Soprattutto quando devi sfogare i tuoi intimi e più repressi sentimenti di primordiale aggressività.

Infatti provate vuoi a sfogarvi con un posata nostrana. Con un coltello o una forchetta al massimo riesci a piegarla e non avrai mai quella bella sensazione di rompere qualcosa tra le mani.
Alla fine, dalle nostre parti, ci vanno sempre di mezzo piatti e bicchieri, che oltre ad un danno economico maggiore, una volta sbriciolati sul pavimento devi utilizzare il tuo prezioso tempo per ripulire.
Una pulizia che può durare anni. Infatti i cocci spesso diventano reperti archeologici che dopo tantissimo tempo vengono ritrovati in qualche punto remoto della stanza (solitamente nel momento di cambiare un mobile o fare un trasloco) .

Ah, il motivo del mio sfogo? Un semplice equivoco. Avevo bisogno di sfogarmi con Hiromi per delle situazioni esterne alla nostra situazione famigliare. Ma purtroppo nel mio concitato sbraitare di parole incomprensibili (anche ad un italiano) ed un gesticolare caratteristico delle nostre parti, ha leggermente frainteso pensando che fossero rivolte a lei e se ne andata lasciandomi di sasso ed interrompendo a metà il mio sfogo.
Come una pentola a pressione che gli si ottura la valvola, ho pensato bene di prendermela con la prima cosa che avevo in mano. Fortunatamente stavo mangiando…

Veramente una scena paradossale! Wood Alen al confronto mi fa un baffo!

tokyovista.jpg

In Giappone non vedono le stelle. Forse è una realtà di Tokyo ma non pensavo fosse così sentita.

Io ed Hiromi siamo saliti sul grattacielo più alto di Ropponghi (quartiere molto famoso a Tokyo) a fare un girettino. Bellissima vista (abbiamo fatto tante foto qualcuna la potete vedere qui) .

Insomma sino a qui nulla di strano.
C’era tanta gente seduta ad aspettare, ed io mi chiedevo che cosa aspettasse… Hiromi continuava a dirmi: “vogliono vedere le stelle” (caspita che fortunato che sono: con lei le vedo comodamente a casa tutti i giorni!:-X)
Ah! bello! aspettano che si fa buio per ammirarle in cielo!
Cala il sole, Tokyo piano piano si “accende”… una luce qui una luce là… arriva il buio e Tokyo è splendidamente illuminata, talmente tanto che di stelle naturalmente neppure “l’ombra”!
E si, e qui la grande sorpresa: (lo ammetto, anche con una certa ingenuità) le stelle mica le aspettavano in cielo… le aspettavo sul soffitto della sala dove ci trovavamo… tutta quella gente, lì in cima ad un grattacielo ad aspettare stelle artificiose…

Mi viene da dire che tristezza, ma in fondo siamo noi ad essere fortunati, la possibilità di vedere ancora le stelle.. ma dove stiamo finendo??? Anche loro ci stanno lasciando, tutto questo mi spaventa un po’.

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