Giugno 2006


sole.jpgE’ arrivato il grande caldo!

E qui quando arriva il grande caldo c’è da preoccuparsi perchè tutti (ma proprio tutti) fanno partire il climatizzatore.
Nei treni, nelle case, negli uffici, nei negozi, dappertutto, non c’è luogo che non sia climatizzato. I grandi centri commerciali iniziano a sputare grandi quantità di aria calda e di umidità (impressionante).

Andare in giro per Tokyo d’estate è una vera mazzata per la salute. Il tuo corpo deve passare in continuazione da temperature glaciali ai 40° che puoi trovare all’aperto.

Finisce che sei sempre alla ricerca del fresco artificiale.
Bello che tutti i luoghi al chiuso siano climatizzati?
Certamente, ma alla lunga è un circolo vizioso. Il ragionamento è semplice: più fa caldo più si utilizzano condizionatori, più aumenta il consumo di energia (e quindi l’emissioni di gas) più aumenta l’ effetto serra che alla fine dei conti ci porta ancora più caldo (e quindi io finisco a letto con l’influenza per gli sbalzi di temperatura!). Bel futuro!

Dicono che qui a Tokyo su alcuni palazzi hanno creato dei praticelli per diminuire il calore. Si, scelta rivoluzionaria, poi ci hanno messo due mucche qualche capretta e hanno girato il ritorno di Heidi…

Va beh lasciamo perdere.

Sono ancora un po’ rintontito da questa influenza. Negli ultimi 2 giorni sono andato ugualmente al ristorante tornando a casa devastato.
Domani mi aspetta un colloquio con un’azienda giapponese di informatica. Sinceramente non so come hanno fatto a rintracciarmi. Non so neppure che cosa hanno bisogno. E non so in che lingua si farà questo colloquio! Mi è arrivata una mail dal nulla dove avevano già prefissato tutto. Quindi l’unica cosa sicura è che ci sarà da divertirsi!

Vado a preparare i biglietti da visita, stavolta non li devo dimenticare!

sanita_new.jpgIn Giappone c’è il sistema “dell’ assicurazione” (come in America) per avere assistenza sanitaria. Ci sono due vie per ottenerla: dal governo o sei hai un lavoro dalla tua azienda.

Quella governativa costa di più (circa 85 euro al mese) e la devi pagare se non hai un lavoro(lo so, sembra un contro senso ma è così) se hai dei bambini o una moglie a carico la devi pagare per ogni membro della famiglia.

Quella del lavoro la paga metà la tua azienda (quindi è di circa sui 40 euro al mese) . È un fisso che viene detratto direttamente dal tuo stipendio. Rimane la stessa cifra anche se hai dei bambini o moglie a carico. Hiromi ad esempio può far rientrare anche la mia visto che non ho un lavoro full time.

Come potete notare viene aiutato chi ha un lavoro. Ho chiesto più volte per sicurezza. Il governo non vuole “mantenuti” e non vuole incentivare questa possibilità.
Se non hai lavoro devi pagare di più.
Dicono che il governo ti dia il lavoro, basta che hai la volontà di lavorare. Altrimenti significa che sei ricco e ti puoi permettere di pagare l’assicurazione governativa.

Se sei povero e non hai nulla? (come i senzatetto) nessuno fa nulla per te visto che è una tua decisione.
(terribile ai nostri occhi)

Il medico non viene a casa. Se hai un urgenza devi chiamare l’ambulanza. Non costa tantissimo, dicono 20 o 30 euro circa, ma anche qui ci sono punti di vista differenti, quindi è da verificare. (in america i costi sono esorbitanti)

L’assicurazione ti consente di non pagare spese spropositate per un adeguata assistenza sanitaria. Ma comunque devi SEMPRE pagare.

Guardando con Hiromi la sua busta paga è saltato fuori qualcosa di strano che vorrei fosse verificato meglio. Nell’anno 2005 sembrerebbe che ha pagato 2800 euro di spese per l’assicurazione sanitaria!!!!!!! Da mettere i brividi se fosse vero. Lei dice che quel costo prevede anche l’assicurazione per quando sarà in pensione.
(Devo assolutamente vedermi con il mio amico Shin. Lui è molto preparato su questo genere di argomenti)

Quest’anno Hiromi non ha saltato un solo giorno di lavoro. Da quando lavora in ANA solo una volta è stata a casa (un giorno) per problemi di salute. La cosa simpatica che lo hanno pure scalato dalle sue ferie.

Quest’anno in un’occasione ha avuto bisogno dell’assistenza sanitaria (del dentista). Per il costo totale di 1000 yen (sui 7 euro) e lei ha dovuto pagare “solo” 300 yen (2 euro circa). Quindi il ricarico per l’assicurazione dovrebbe essere stato di circa di 2775 euro… all’immortacci… spero veramente che Hiromi non ha compreso bene le informazioni sulla sua busta paga.

Se sei studente? Quella del capo famiglia mantiene tutti.

Spero di aver dato qualche informazione interessante visto che in rete non c’è nulla o quasi.
E’ possibile che ci siano delle inesattezze. Se qualcuno ha delle informazioni correttive o aggiuntive non esisti a commentare. E’ una questione molto importante da comprende a fondo per noi stranieri che viviamo da queste parti (o anche per chi vuole semplicemente recarsi qui per pochi giorni).

Ps. Visti i vantaggi che ho con i biglietti aerei super scontati di Hiromi, quasi quasi mi conviene prendere l’aereo e venire in Italia per farmi curare!

 

Come ogni esperienza che si rispetta, anche in Giappone ho avuto momenti davvero difficili, uno di questi è capitato quando mi sono ammalato la prima volta, sfortunatamente ero solo in casa.

termometro.jpgCosa significa ammalarsi nel paese del Sol Levante?

Sicuramente è molto diverso dall’Italia. Poi se hai appena fatto un trasloco e non ti ricordi dove hai messo le medicine (ed eventualmente comprendere il significato dell’ etichette), se sei a casa da solo, se non hai l’assicurazione (perché continuiamo a rimandare nel andare in comune per il cambio di domicilio) la situazione si fa drammatica.

Sono stato a letto per due giorni in coma profondo, contatti con il mondo esterno zero.
In Italia chiami il tuo medico o la guardia medica ed in un attimo è tutto a posto o quasi. Qui è diverso come ben saprete. Se non hai l’assicurazione ti scordi l’assistenza medica a meno che non paghi l’onerosa parcella in anticipo.

Purtroppo visto che non ho un lavoro fisso ma part-time, l’assicurazione me la deve coprire Hiromi per mezzo del suo lavoro e sino a quando non cambio domicilio non la posso fare. Cosa aspetto? Ora me lo chiedo anch’io. Come sempre si cerca a non pensare alla possibilità di stare male… e questo è male!

A parte questo, essere ammalato in un paese straniero non è bellissimo, figuriamoci in Giappone. Solo al pensiero che devo uscire, cercare una farmacia, spiegare che ho l’influenza senza che ci siano malintesi (altrimenti chissà che potrebbero rifilarmi) mi ha fatto decidere di starmene a letto due giorni di fila sperando che tutto si risolveva ugualmente.

Alla fine non si è risolto nulla, ma almeno domani mattina arriva Hiromi.

Dicono che ammalarsi nei giorni di ferie sia buona cosa in Giappone. C’ero quasi riuscito (sabato e domenica) purtroppo devo dare forfait anche domani.

Non sono proprio un lavoratore modello da queste parti.

Per saperne di più cliccate su Sistema sanitario giapponese


Non ho chiuso occhio… no, non per il traffico, neppure per qualche treno super veloce che passa qui vicino e neanche per qualche diavoleria elettronica che ho attivato “accidentalmente”, ma per delle cavolo di cornacchie che hanno deciso di “chiacchierare” sotto la finestra della nostra camera da letto.

Ebbene si, penso di essere l’unico straniero a Tokyo che ha di questi problemi. Originale, non trovate?E’ TROPPO tranquillo qui a Sengakuji….

 

 

In una giornata piovosa d’estate m’ imbattevo disgraziatamente con la tecnologia giapponese di casa. Peccato che non c’era una cinepresa a filmarmi…”

elettronica1.jpgHo avuto qualche problema con l’elettronica di casa. Hiromi non c’è e volevo asciugare i panni visto che in questi giorni piove sempre.

Dovete sapere che normalmente nel bagno di casa si trova un sistema di ventilazione che ti da modo di asciugare i panni (ultima foto a sinistra). Infatti a seconda di come l’imposti può uscire aria calda o aspirare umidità. E’ una soluzione molto comoda ed interessante soprattutto nei giorni come questi che piove: metti i panni in bagno, chiudi la porta ed avvii il sistema di ventilazione. Dopo qualche ora ti trovi tutto bello asciugato.
Almeno dove abitavo prima funzionava così. C’era solo un dispositivo elettronico e una volta memorizzati i tasti da “pigiare” non avevo grossi problemi.
Qui ci sono due dispositivi: uno in cucina (foto grande) e l’altro in bagno (foto piccola a destra).
Non sembravano così complicati, quindi ho deciso di andare per tentativi. Ma naturalmente non tutto è filato liscio…

elettronica2.jpg Decido di schiacciare un tasto a caso sul dispositivo che c’è in cucina, ma non so per quale strano motivo la vasca in bagno inizia a riempirsi!!!! Aiuto che faccio ora???!

Corro in bagno e provo a cercare un rubinetto da chiudere… ma ovviamente NON C’E', allora decido di provare a pigiare qualche altro tasto a caso sull’altro dispositivo, ma invece di fermare l’acqua si attiva una voce (di una signorina gentilissssssima) che probabilmente mi dice : ma che stai a pigià??!
Beh, allora decido di riprovare con il dispositivo in cucina (intanto l’acqua nella vasca continua a salire). Torno e provo a fermare l’acqua premendo altri tasti a caso… nulla succede…
Riprovo con più impeto, a questo punto parte un bip ripetuto e abbastanza alto di volume!!! miiii ho attivato l’autodistruzione??!! e la vasca continua a riempirsi!!! AIUTOOOO PANICO PANICO!!!!!!
elettronica3.jpgCalma calma… Cerco di leggere…. MA COSA?? decisamente non ci capisco una mazza… KANJI KANJI sempre sto dannato KANJI!! ma un po’ d’ inglese no?!

Penso:” Beh ormai che l’autodistruzione è attivata non mi resta che pigiare tutto quello che capita! Al massimo la casa mi sputerà fuori come un rifiuto tossico da eliminare…”

Dopo vari tentativi, ed aver sudato davvero freddo tutto cessa…fiuuuu… anche oggi sono salvo, ma che fatica!

Per i panni ho deciso di utilizzare un normalissimo ventilatore e magari la prossima volta aspetto il beneamato sole.

Per ora l’elettronica di casa mi ha decisamente stancato!

Estate del 2006, mentre facevo zapping insieme ad Hiromi mi sono trovato di fronte al primo dibattito televisivo serio da quando ero in Giappone: la complicata situazione delle basi americane ad Okinawa

okincart.jpgQualche sera fa, invece di vedere i soliti programmi giapponesi di intrattenimento, ho assistito ad un dibattito televisivo molto interessante.

Era composto da persone comuni (soprattutto donne agguerritissime) provenienti da Okinawa che hanno subito ingiustizie dai soldati americani e che sono esasperati dalla “colonizzazione” dell’isola.

Gli abitanti, oltre ad incidenti e violenze varie (dagli stupri su bambine, agli aerei da combattimento che cadono durante le esercitazioni su scuole e case), devono subire anche un sacco di disagi. Provate a pensare cosa significa avere elicotteri e aeroplani che ti passano sulla testa tutto il giorno.

Infatti Okinawa è un po’ la nostra Sardegna, anche se la densità delle basi americane è nettamente superiore.
Ci sono stato più di una volta e la situazione è davvero drammatica.
E’ una roccaforte americana in mezzo al pacifico.

oki22.jpg

Dall’altra parte del dibattito, pensate un po’, c’era il ministro degli interni del Giappone che se ne stava in mezzo alla gente di Okinawa con tutta tranquillità. Da noi sarebbe utopico vedere un politico che sta davanti a milioni di telespettatori a prendere “mazzate” da un gruppo di donne inferocite in totale “scioltezza”.
Infatti il dibattito è stato davvero a senso unico. Il ministro, a parte le solite frasi banali, sembrava proprio non sapere come affrontare questa situazione.

L’argomento alla base del dibattito era il via libera del governo per la costruzione di un’ altra base americana ad Okinawa, come al solito in uno dei luoghi migliori dell’isola (del resto gli americani mica son scemi!).
Gli abitanti di Okinawa gli hanno ricordato tutti gli episodi drammatici capitati per colpa dei soldati americani negli ultimi anni. Sono arrivati a dire a muso duro di costruirsi le basi a Tokyo, o meglio sotto la casa del ministro…oki3.jpg
Purtroppo bisogna dire che l’economia dell’isola si basa proprio su queste basi. Da chiedersi però, se non è casuale come scelta, visto che il Giappone ha un territorio molto irregolare, con molte catene montuose e pochissime pianure. Okinawa invece poteva fornire alternative differenti.

Il ministro ha basato la sua difesa sul fatto che gli americani sono qui per difendere il Giappone e che tutti i giapponesi dovrebbero essere grati di questo, visto che con la loro presenza tengono lontani eventuali terroristi e soprattutto le cattive intenzioni da parte della Corea del Nord.

In verità gli americani vogliono costruire una alleanza ancora più forte con il Giappone per avere il controllo totale dell’oriente (diciamolo, per controllare meglio la Cina e la Corea del Nord). Per questa ragione c’è il progetto di aumentare le basi americane e rendere il pacifico maggiormente sotto controllo. Naturalmente il governo Koizumi è perfettamente in linea con la volontà americana.

Oltretutto Koizumi, il primo ministro giapponese, sostiene che la costituzione è troppo “pacifista” ed è necessario apportare delle modifiche. La ragione è facilmente intuibile: anche loro vogliono l’oro nero e per far questo è necessario essere ben armati.

Devo dire, nonostante tutto, che è stata una buona prova di democrazia. Il ministro è stato in trasmissione ad ascoltare tutti.

oki5b.jpgAndando in giro per Okinawa devi fare lo slalom tra le basi americane. Ho avuto modo di parlare con chi è in prima linea a protestare, gente colta che parla perfettamente l’inglese ed è a conoscenza anche dei nostri problemi con le basi.okib4.jpg
Purtroppo devo dire, ancora una volta, che gli studenti sono totalmente assenti da questo genere di movimenti. La scuola non insegna a farti un idea di ciò che ti capita intorno, discutere e credere nelle proprie idee. La scuola giapponese crea dei cittadini perfetti, che rispettano le regole e attraverso il famigerato“senso di colpa” non discutono scelte prese da chi sta più in alto di te.

Perché rovinare paradisi terrestri come questo?

 

Stupro di una ragazza di 12 anni
Questa ragazza era in trasmissione. Hiromi ha fatto fatica a tradurmi ciò che raccontava. Leggete e ne capirete il motivo.

(ho preso una parte dell’articolo pubblicato sul sito http://www.verdiveneto.it/article.php3?id_article=334)

Tra tutti gli stupri, il più famoso fu quello del 4 settembre 1995 quando alle otto di sera due marines e un marinaio Usa s’impadronirono di una dodicenne di Okinawa che tornava a casa dalle compere, la legarono, la fecero salire su una macchina a noleggio, la portarono in un posto isolato, la picchiarono e violentarono: uno di loro era alto 1,85 e pesava 120 chili. Erano tre «bravi ragazzi» di 22, 21 e 20 anni; uno era padre di una bimba di 9 mesi e diplomato; un altro era stato boy scout e chierichetto, il terzo aveva vinto una borsa di studio sportiva. Avevano deciso lo stupro «solo per spasso, just for fun». Il Comandante in capo di tutte le Forze Usa nel Pacifico, l’ammiraglio Richard C. Macke, dal suo quartier generale a Pearl Harbour (Hawaii) commentò: «Penso che (lo stupro) sia stato totalmente stupido. Per il prezzo che hanno pagato per noleggiare la macchina, potrebbero essersi procurati una ragazza», frase questa che lo costrinse a dimettersi, ma – ancora una volta – senza conseguenze per la pensione. Contro quello stupro la mobilitazione fu immediata e l’organizzazione delle Donne di Okinawa contro la violenza militare si rivelò un osso duro anche per i comandanti Usa nel Pacifico. La loro protesta rimbalzò subito a Pechino dove si stava tenendo la conferenza mondiale delle donne. Ma quello stupro fu solo la goccia che fece traboccare il vaso già colmo per la quarantennale, e assai istruttiva, storia delle basi Usa a Okinawa.

Dopo una serata al Kabuki (teatro giapponese) mi sono appassionato alla storia famosissima dei 47 ronin, dove con tutta probabilità ho iniziato a comprendere meglio da dove arrivassero certi valori della cultura giapponese.

Come ho scritto nel precedente post, Sengakuji (il luogo dove vivo) è molto famoso per i Samurai.

In particolare c’è una storia bellissima che viene spesso rappresentata nel teatro giapponese (Kabuki).
E’ la storia dei 47 ronin, Samurai rimasti senza padrone.
Infatti il termine “ronin” era utilizzato per indicare quei Samurai che non avevano più un luogo dove stare, un terreno da difendere, un padrone da ascoltare. Era un termine dispregiativo, una vera iettatura visto che questi poveracci da essere guerrieri importantissimi (con anche possedimenti terrieri da gestire), diventavano nullatenenti abbandonati a loro stessi.
Ma per quale motivo finivano così in disgrazia? Con la storia dei 47 ronin forse riusciamo a capirlo.

Questione d’onore
Tutto iniziò con il loro signore, Asano, che per difendere il proprio onore, ferì un importante nobile dopo essere stato gravemente deriso e oltraggiato davanti allo Shogun (capo del Giappone).
Purtroppo per lui, aver avuto un atteggiamento di violenza davanti allo Shogun, era un atto gravissimo e per questo motivo fu costretto, senza attenuanti, ad uccidersi praticando il seppuku per aver violato le regole di corte.
Perchè si è ucciso? In ogni caso sarebbe stato giustiziato. Il seppuku
(noi volgarmente lo chiamiamo Harakiri) gli permetteva di mantenere il proprio onore intatto anche dopo la morte. L’onore per i Samurai era l’essenza della vita stessa.

Ronin: gli uomini onda
Ritornando alla storia dei 47 ronin, dopo la morte di Asano furono confiscati tutti i suoi possedimenti e così anche la sua famiglia, che era molto ricca, finì in rovina.
Ecco che i Samurai diventano ronin proprio perché non avevano più il loro padrone e di conseguenza non avevano neanche il loro clan di appartenenza.
Altra domanda che mi salta subito in mente: visto che erano dei guerrieri così valorosi, perchè invece di rimanere dei ronin non si mettevano a disposizione di qualche altro clan?
Ovvio pensare che anche in questo caso era fondamentale mantenere l’integrità del proprio onore. Con tutta probabilità il doversi sottomettere ad un altro padrone significava dimostrare una sconfitta e guai per un Samurai, meglio la morte!

La strategia
Il nobile, che aveva causato la reazione di Asano e la conseguente morte, sentendo puzza di bruciato sapeva che poteva andare incontro ad una rappresaglia, così decise di mettere una folta squadra di espertissimi guerrieri a difenderlo. E qui la storia diventa interessante.

I Samurai di Asano meditarono vendetta, in particolare Oishi Kuranosuke (il Samurai più rappresentativo del clan), che aveva in mente un piano molto originale.

La sua idea era di non attaccare subito il nobile. D’accordo mantenere l’onore ma gettare via le vite dei suoi valorosi guerrieri in un attacco suicida non era sensato, oltretutto dovevano essere sicuri di vendicare il loro padrone. Così scelsero una strada sorprendete (anche per un samurai), finsero di essere completamente disinteressati ad ogni tipo di attacco dedicandosi ad altre attività che non avevano nulla a che fare con la vita dei guerrieri. Sopratutto lui che lo possiamo definire una specie di generale degli altri ex samurai (quindi il guerriero più importante), abbandonò la famiglia e si dedico incredibilmente ad una vita mondana, diventando mezzo ubriacone e trovandosi spesso in compagnia di prostitute. Tralasciando quindi la vita prestigiosa e onorevole che gli apparteneva. Addirittura la gente e altri guerrieri lo deridevano da come si era conciato (altro che giapponese, questo deve aver frequentato qualche scuola napoletana!).

Fu talmente convincente che gli stessi ronin, pur sapendo del piano, rimasero scioccati da come si era ridotto. In fondo era sempre un importante guerriero anche se aveva perso il suo status di Samurai e pensando fosse impazzito, incominciarono a temere che la loro vendetta non venisse più portata a termine.
“Se vuoi la sicurezza di essere convincente con il tuo peggior nemico, prima di tutto lo devi essere con chi ti sta più vicino e ti conosce bene.”. Potrebbe essere proprio questo ciò che ha pensato Oishi.

Un anno (quanta pazienza!) durò questa messa in scena. Sino a quando il momento di consumare la vendetta arrivò.
Infatti il nobile (un vero avaraccio) appena vide che la situazione era apparentemente tranquilla, decise di licenziare gran parte dei suoi terribili guerrieri, visto che a suo parere il pericolo era ormai scampato. Errore fatale. Proprio ciò che Oishi stava aspettando.

Vendetta in un lampo
In una sola notte l’apparente ubriacone Oishi riunì tutti i 47 ronin. Il momento piu’ importante era arrivato.
L’attacco fu tanto immediato quanto letale. Il nobile, che era inadeguatamente protetto, fu catturato ed ucciso in un batter d’occhio. In un primo momento gli avevano offerto anche di morire praticando a sua volta il seppuku, ma questo con tutta probabilità se la faceva addosso, così venne giustiziato sul posto da Oishi con la stessa spada che Asano utilizzò per uccidersi.
La vendetta era stata portata a termine in un lampo e neppure uno dei ronin fu ferito gravemente.

Purtroppo I ronin sapevano che sarebbero comunque andati incontro alla morte. La legge di quei tempi era chiara sulle vendette personali.
Nel caso di condanna, era possibile che anche loro, come il loro padrone, dovessero praticare il rito del seppuku per mantenere intatto l’importantissimo onore.

Si riunirono nel tempio vicino a casa mia ed aspettarono la sentenza. Nonostante tutta l’opinione pubblica fosse dalla loro parte (erano visti come degli eroi, probabilmente il nobile non era tanto simpatico a molti!) , la sentenza fu impietosa. Il rito del seppuku doveva avere inizio.
I Samurai si uccisero in tre luoghi differenti. Uno dei quali nell’attuale ambasciata italiana! (notizione carpito pochi giorni fa da uno dei commercianti che vive attualmente vicino al tempio)

I 47 ronin diventarono eroi per aver sacrificato la loro vita per il loro padrone. La loro leggenda è rimasta intaccata sino ai nostri giorni. Questi ronin, per il popolo giapponese, sono esempio di massima lealtà, devozione ed eroismo.

Le storie dei Samurai sono bellissime. In particolare dei ronin, che potevano unirsi a chi meglio credevano, mettendo spesso in difficoltà anche i più potenti Samurai.


Erano mercenari, pirati, ma li vedo anche spinti da ideali più positivi (come nei 7 Samurai di Kurosawa alla difesa di un villaggio di contadini).
Insomma a quei tempi non si poteva stare proprio tranquilli con tutti questi scalmanati in giro!!!

La storia dei 47 ronin ci fa capire come l ‘importanza del Bushido (insieme di regole dei Samurai basate sull’onore) nella cultura giapponese odierna è alla base di tutti i loro comportamenti. Lealtà, onore, devozione e rispetto delle regole, hanno radice ben profonde.

Volete vedere una parte di Tokyo stravagante? Andate a Harajuku,
un quartiere vicino a Shibuya dove è carnevale tutto l’anno!
Ci sono stato con Hiromi al parco e ho visto qualcosa di davvero originale.

Harajuku5

Hiromi lo chiama “posto unico” nel senso che le persone posso vestirsi seguendo le loro fantasie più folli (come vedete anche i cani! Foto fatta magistralmente dalla nostra amica Ai).

checani

E’ il luogo delle Harajuku girls, famose in tutto il mondo. Ragazze che si vestono nei modi più stravaganti e che hanno praticamente creato una nuova moda. Pensate che ho letto che ogni tanto famosi stilisti vengono da queste parti per rubare qualche idea. Per conto mio sembra di essere in qualche videogioco tipo Fantal Fantasy. Ora è da capire se sono loro che s’ispirano ai videogiochi oppure viceversa…

aggrrrrressiveee

Sinceramente ho avuto l’impressione che stessero li solo per farsi fotografare dai turisti. Certo che ci vuole un bell’impegno per conciarsi in quel modo! A parte gli scherzi devo ammettere che alcune ragazze hanno veramente qualcosa di particolare.

Occhioragno

Questa parte di Tokyo intorno a Shibuya è il luogo dei giovani, che fa un mix stravagante di tutte le mode provenienti da tutto il mondo.
Sicuramente se venite da queste parte è una meta fissa (andateci di domenica altrimenti è difficile trovare le Harajuku girls)

La cosa più bella per quanto mi riguarda che in questo parco si vedono un sacco di sport tutti insieme. Invece di giocare solo a calcio o a pallavolo come da noi, si trovano per fare Judo (o altre arti marziali), Kendo e altri sport tradizionali. Davvero stupendo!

kendo

Quando ero in Giappone ho passato ore ed ore sui treni e guardavo interessato tutto ciò che mi succedeva intorno. Purtroppo nella maggior parte dei casi la gente… dormiva!

I giapponesi sono maestri nell’ appisolarsi sui treni.
Sono straordinari. Saltano sul treno, cercano un posto libero su cui sedersi e via che cadono ISTANTANEAMENTE nel sonno più profondo.

Tokyo-Asleep2

A volte mi chiedo se il treno è l’unico posto dove riescono effettivamente a prendere sonno. E’ divertente vederli che si lasciano cullare tra i movimenti della “mamma treno”. Tun tun… zzz.. tun tun …zzz…

dormireintreno

Purtroppo ci sono anche degli inconvenienti. Il treno si deve pure fermare. Quindi mentre rallenta il dolce cullare finisce per avere una sola direzione. Si trasformano tutti in tante torri di Pisa: mi piego ma non cado! (Tutto questo nel sonno più profondo)
A volte sono pure coordinati tra di loro (tutti a destra eh eh, tutti a sinistra oh oh).

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Un po’ meno contenti sono quelli che non vogliono dormire e si trovano un perfetto sconosciuto che gli si addormenta sulla spalla…

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Pensate che riescono perfino ad appisolarsi in piedi! Ne ho visto proprio uno oggi. Un controllo perfetto, eretto in piedi neppure un tentennamento. Incredibile.

Ed ecco il risveglio: il treno si ferma ed il contraccolpo li riporta nel mondo reale. Tante facce rintontite con uno sguardo un po’ perplesso :”ah ma sono solo qui…” ….e che pensavi, di essere finito su uno dei mondi di Galaxy ?!!

Devo riconoscere che hanno una precisione nel risvegliarsi pazzesca. Immancabilmente si svegliano alla fermata giusta. Mmm.. o forse no, pensandoci bene se si comportano come Hiromi fanno semplicemente finta di niente, uscendo dal treno come se nulla fosse!

Ps. come direbbe il caro Benigni: “ragazzi, nessuna offesa si fa per scherza’!”

Erano i miei inizi con la lingua nipponica e stavo affrontando le prime difficoltà. Dopo giornate trascorse nella biblioteca locale mi sembrava un’ impresa davvero ardua imparare una lingua così complicata.

Se non potete leggere il titolo di questo post significa che non avete installato le lingue orientali sul vostro PC. Provvedete immediatamente altrimenti mi offendo!
C’è scritto: “nihongo wa muzugashi desu ne..” che letteralmente significa: “ma quanto ca..spita è difficile sto giapponese..”.

Sono ormai tre mesi che vivo in Giappone, ma la lingua rimane ancora la parte dolente della mia esperienza.
Ero convinto che in tre mesi potevo iniziare ad avere qualche conversazione decente, invece mi ritrovo a comunicare sempre “per sopravvivere”.

Perchè tutte queste difficoltà? Facile immaginarlo, ma provo a spiegarlo.
Il giapponese si divede in 3 alfabeti: hiragana, katakana, kanji (tanto per rendere la vita facile a chi decide di vivere da queste parti).

L’hiragana (foto a destra) e il katakana (foto più in basso a sinistra) sono 2 alfabeti di 46 sillabe. Il primo viene usato esclusivamente per le parole native giapponesi, il secondo per quelle importate (la maggior parte dall’inglese).
Come potete vedere hanno gli stessi suoni ma con segni diversi.
Devo aggiungere che il katakana è un po’ buffo da sentire perché, come appena scritto, sono solitamente parole importate dall’inglese che hanno una pronuncia un po’ storpiata. Esempio internet, loro lo pronunciano IN TER NETTO. Ovviamente perchè non hanno un suono che termina per T. Diciamo che anche loro hanno una forma “Maccheronica” dell’inglese. Almeno qualcosa lo abbiamo in comune!

Per ritornare ai nostri alfabeti, il katakana ha un tratto po’ più “rigido” rispetto all’hiragana, forse per questo mi piace di più quest’ultimo.

Il kanji invece è una “vera mazzata”. Un kanji (vedere foto principale) può avere più suoni e più significati in base a come viene utilizzato. Oltretutto il kanji viene utilizzato anche insieme all’hiragana (mai con il katakana) per formare la struttura grammaticale.  難しい (muzukashii = difficile) ha le prime due sillabe in kanji (muzu) e il resto in hiragana. Pensate che dovrei arrivare a conoscere almeno 2000 di quei segnetti e scriverli anche nella sequenza corretta!

Non voglio tormentarvi troppo, era solo per darvi un idea di quello che mi tocca affrontare.
A dire il vero in questo momento (forse) scrivo e leggo meglio (in hiragana) di come parlo e capisco. Infatti il mio studio deve passare per forza attraverso i rispettivi alfabeti. Ciò significa che per assimilare una parola ho bisogno di una serie di passaggi in più rispetto allo studio di una lingua occidentale.
Devo aggiungere che la pronuncia è molto simile alla nostra, peccato che per le lingue non ho proprio orecchio, altrimenti in 3 mesi avrei già dovuto spiaccicare qualcosa!

Tutti mi chiedono: ma come fai a scrivere con il pc? Che tastiere hanno in Giappone per poter inserire 2000 caratteri?!! Tranquilli si va di sillabe.
Se devo scirvere “hiragana” lo scrivo come lo leggo e magicamente compariranno i rispettivi caratteri.
Ex. hi = ひ ra = ら ga=が na = な.
Poi una volta portata a termine la parola con un colpo di barra spaziatrice la trasformo in Kanji!

Spesso sul treno vedo la gente leggere libri completamente in kanji, chissà se un giorno lo potrò fare anch’io…

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