Una delle immagini più significative che ci arriva dal sol levante è la puntualità dei suoi treni. Sembra quasi un rito religioso la scrupolosità con cui fanno rispettare gli orari di ogni singolo treno. Oltretutto non sono per nulla facilitati visto che la rete ferroviaria giapponese è tra le più fitte al mondo (forse attualmente non ha paragoni).
A Tokyo, considerando sia le metropolitane che le linee a terra, quasi non si vede lo sfondo bianco della mappa talmente è segnata dalle linee ferroviarie.
Ma come fanno quindi? Per noi risulta impossibile far rispettare gli orari delle tre linee della metropolitana milanese.
Ovviamente l’organizzazione è impeccabile, tutti i meccanismi funzionano a meraviglia utilizzando tecnologie sofisticatissime. Ma come fanno con le resse? Come possono contrastare quegli orari di punta dove le persone si ammucchiano all’impazzata per accaparrarsi un posto in treno e dove risulta assai arduo far chiudere le porte scorrevoli?
In questo caso anche la tecnologia giapponese può far poco.
Quindi?
E si, devo ammettere che ne sanno una più del diavolo (anche se per loro questo essere non esiste eh eh). La soluzione in Giappone c’è sempre. Hanno dei personaggi che sbucano da non si sa dove proprio per gli orari più complicati: sono i famosi…. “butta dentro”, addetti gentilissimi (con i guantini bianchi) che spingono e pressano i passeggeri nei vagoni per permettere ai treni di chiudere le porte e quindi di rispettare perfettamente gli orari di marcia.
Geniali, ma sarei proprio curioso di conoscere la mente perversa che ha pensato a questa soluzione…

Il punto che mi ha impressionato di più vedendoli in azione, è la totale complicità dei passeggeri. Pensate che ora altre nazioni, tipo la Cina e la Corea, hanno pensato di utilizzare questo sistema. Immaginate se anche noi decidessimo di effettuare qualcosa del genere a Milano o a Roma nelle ore di punta: i “butta dentro” sarebbero i primi a finire schiacciati e calpestati in fondo allo scompartimento!
Leggere QUI per vedere un altro articolo sui treni in Giappone
Ps. Colgo l’occasione per fare tantissimi auguri ai neo sposini Mario e Chiara.
Maggio 30, 2006 at 4:44 am
A Milano li “buttano dentro”, gli danno na mano di botte e i guantini bianchi glieli infilano su per il ….
Però ci fossero anche da noi sti omini, oggi non avrei perso il treno per 2 minuti per colpa di quel fottutissimo, bastardo ,impestato, beeep, beeeep, beeeeep di un metrò di merda (e son dovuto arrivare quindi a casa 50 MINUTI DOPO!!!! Alle 20:15. Cazzo, cazzo, cazzo!!!)
Maggio 31, 2006 at 6:25 am
quanto ti capisco Omar…
Luglio 23, 2009 at 9:54 pm
[...] Un esempio di tecnologia al servizio dell’organizzazione Se in Giappone, nelle stazione dei treni, ci fossero le nostre timbratrici come a Milano e a Roma, l’economia Giapponese (e forse anche quella mondiale) si fermerebbe. Mai visto una coda degna di questo nome, ne per prendere un biglietto ne per timbrarlo all’ingresso della stazione. Le persone non si devono fermare, ma è necessario che scorrono fluide senza ostacoli, altrimenti sarebbe un disastro con km di code in ogni stazione. Infatti queste timbratrici hanno una tecnologia incredibile, riconoscono diversi tipi di formato (Biglietto, tessera prepagata, dispositivi elettronici) e non rallentano mai (ovviamente se il biglietto è in regola) nessuno, permettendo alla persona di continuare con il suo passo inserendo il biglietto in qualsiasi senso per poi riprenderlo qualche passo più in là in tutta tranquillità. Non solo tecnologia. Nei meandri del blog ci dev’essere un post dove avevo scritto qualcosa sugli addetti nelle stazioni dei treni che nelle ore di punta spingevano i passeggeri (rigorosamente con i guantini bianchi) nei vagoni per far chiudere le porte e non creare ritardi e disagi (eccolo QUI). [...]