Maggio 2006


E’ forse la prima cosa che dobbiamo sapere prima di andare in Giappone: togliersi le scarpe prima di entrare in casa.

scarpe.jpgCome già riportato nei precedenti post, i giapponesi sono persone estremamente gentili ed educate. Se li volete vedere alterati tutti rossi paonazzi, basta che provate ad entrare in casa senza togliervi le scarpe.

E’ così radicato nella loro cultura che togliersi le scarpe non è un’operazione così banale come potrebbe sembrare in un primo momento. Infatti, una volta sfilate, non si deve assolutamente toccare con i piedi la parte del pavimento dell’ingresso (dove ci sono le altre scarpe, vedere foto), quindi si deve mantenere l’equilibrio e mettere il piede sopra il gradino (dove ci sono le ciabatte) che divide il resto della casa con l’ingresso.

Consigli per chi si vuole recare da queste parti
Dovete fare attenzione quando andate:

  • in un hotel tradizionale. Assolutamente non potete entrare con le scarpe. Se non sapete come comportarvi, fate finta di niente e lasciate passare qualcuno davanti a voi per capire meglio cosa si deve fare. E le scarpe? Non preoccupatevi, non se le imboscano. Le custodiscono in una cassetta e quando tornerete ve le faranno puntualmente trovare.
  • a provarvi i vestiti in un centro commerciale. Infatti è probabile che nel camerino non potete entrare con le scarpe. Se lo fate la commessa potrebbe arrabbiarsi parecchio (guarda caso com’è capitato al sottoscritto).
  • dal parrucchiere. Purtroppo non è un’esperienza diretta visto che in vita mia, dal parrucchiere, ci sono andato si e no 2 volte (e non ho intenzione di iniziare tale esperienza proprio qui in Giappone). Sembrerà strano, ma Hiromi mi ha detto che è così.
  • in certi ristoranti giapponesi dove c’è la saletta con il tatami. Impossibile entrare con le scarpe (ricordatevi che sul tatami non potete usare neppure le ciabatte), altrimenti rischiate la fucilazione! Io sono vivo per miracolo…
  • ed ora vi stupisco: nelle scuole! Pensate che tutti gli studenti, prima di entrare a scuola, devo togliersi le scarpe e mettere delle ciabattine fatte su misura per entrare in classe. Non sarà mai un vostro problema, ma questo ci fa capire quanto sia radicata nella cultura giapponese questa procedura.

Preoccupati per un certo odore che potrebbero emanare i vostri piedi? Tranquilli se sono sopravvissuti al mio significa che non è sto gran problema.
Ai Giapponesi non importa di un po’ di puzza o il calzino bucato ma assolutamente dovete togliervi le scarpe, altrimenti è come fargli tanta cacca in casa.

Non ho mai visto pulire un pavimento con un bel secchio d’acqua calda e uno strofinaccio. Usano l’aspirapolvere e a mano (con uno straccetto umido) per levare le macchie più difficili. Mai visto usare scope e palette. Ci sono naturalmente, ma nelle case abitualmente non le usano (almeno per quanto riguarda la mia esperienza personale).
Caspita con tutto il disastro che faccio quando mangio diventa complicato pulire per terra senza un bella scopetta!

Bisogna dire che i pavimenti in casa rimangono sempre pulitissimi e non hanno bisogno di queste grandi pulizie.

Pensate che usano delle ciabatte apposta per il bagno (non solo, anche per il balcone).
Prima di entrarci dovete togliere quelle che usate in casa (che devono restare incontaminate).
Ricordate di lasciare sempre tutto bello ordinato. Le ciabatte devono essere sistemate in modo che chi entra dopo di voi le può mettere senza doversi chinare per girarle.
Proprio la vita fatta per uno come me…..

Ps. infatti dalla foto potete notare come le uniche scarpe messe alla rinfusa sono le mie!

Una delle immagini più significative che ci arriva dal sol levante è la puntualità dei suoi treni. Sembra quasi un rito religioso la scrupolosità con cui fanno rispettare gli orari di ogni singolo treno. Oltretutto non sono per nulla facilitati visto che la rete ferroviaria giapponese è tra le più fitte al mondo (forse attualmente non ha paragoni).
A Tokyo, considerando sia le metropolitane che le linee a terra, quasi non si vede lo sfondo bianco della mappa talmente è segnata dalle linee ferroviarie.

Ma come fanno quindi? Per noi risulta impossibile far rispettare gli orari delle tre linee della metropolitana milanese.

Ovviamente l’organizzazione è impeccabile, tutti i meccanismi funzionano a meraviglia utilizzando tecnologie sofisticatissime. Ma come fanno con le resse? Come possono contrastare quegli orari di punta dove le persone si ammucchiano all’impazzata per accaparrarsi un posto in treno e dove risulta assai arduo far chiudere le porte scorrevoli?
In questo caso anche la tecnologia giapponese può far poco.

Quindi?

E si, devo ammettere che ne sanno una più del diavolo (anche se per loro questo essere non esiste eh eh). La soluzione in Giappone c’è sempre. Hanno dei personaggi che sbucano da non si sa dove proprio per gli orari più complicati: sono i famosi…. “butta dentro”, addetti gentilissimi (con i guantini bianchi) che spingono e pressano i passeggeri nei vagoni per permettere ai treni di chiudere le porte e quindi di rispettare perfettamente gli orari di marcia.
Geniali, ma sarei proprio curioso di conoscere la mente perversa che ha pensato a questa soluzione…

I butta dentro

Il punto che mi ha impressionato di più vedendoli in azione, è la totale complicità dei passeggeri. Pensate che ora altre nazioni, tipo la Cina e la Corea, hanno pensato di utilizzare questo sistema. Immaginate se anche noi decidessimo di effettuare qualcosa del genere a Milano o a Roma nelle ore di punta: i “butta dentro” sarebbero i primi a finire schiacciati e calpestati in fondo allo scompartimento!

Leggere QUI per vedere un altro articolo sui treni in Giappone
Ps. Colgo l’occasione per fare tantissimi auguri ai neo sposini Mario e Chiara.

Ecco siamo tornati! E’ dura reggere il fuso orario dall’Italia verso il Giappone. Il viaggio incredibilmente è andato molto bene nonostante fossimo “a stretto contatto”.

A grande richiesta vi invio la nostra prima chat! Come ci siamo conosciuti io e Hiromi? Adesso finalmente lo saprete! Direte il destino… (ma non mettetevi a piangere!)

Ero in ufficio e avevo APPENA installato ICQ (programma per comunicare via internet) per poter spedire dei messaggi istantanei ai miei colleghi visto che ci trovavamo su due piani differenti e non avevamo ancora un sistema di posta centralizzato. Ma proprio pochi secondi dopo averlo installato (incredibile) mi arriva un messaggio. Solito messaggio spam penso. Sto per chiuderlo ma guardo meglio e leggo:

maro 2002/06/ 22:34 Ciao:-)

maro 2002/06/ 22:35 Are you Teo who know Hiromi? (Sei Teo che conosce Hiromi?)

Maro? e chi è? Mi conosce? magari è qualcuno che ho incontrato nell’ interrail?
Guardo le info (japan Tokyo). Caspita TOKYO! JAPAN! tramite lei finalmente posso spiegare a quel caprone di Shin come si usa ICQ!
Shin, il mio amico giapponese, ha avuto sicuramente una parte importante nell’inizio della storia tra me ed Hiromi. L’ ho incontrato la prima volta nel 2001 a Praga nel mio ultimo memorabile interrail in giro per l’Europa fatto con Peppe. Ma dopo di allora non eravamo più riusciti a rimanere in contatto. Così invece di chiudere quel messaggio che arrivava dal Giappone decisi di provare a vedere se si poteva fare qualcosa.

Notate bene il mio inglese del 2002 (un disastro) e le prime parole in italiano di Hiromi!
(La chat è integrale, nelle primissime fasi ho messo a fianco una breve traduzione)

Teo 2002/06/ 22:35 CIAO!

maro 2002/06/ 22:36 I’m looking for my friend and his name is Teo…
i’m giappone. You? (sto cercando un mio amico di nome Teo)

maro 2002/06/ 22:37 if it’s not, i’m terrible sorry…. (Se non è così scusa…)

Teo 2002/06/ 22:37 I’m italian! (sono italiano!)

maro 2002/06/ 22:39 I know…posso speak English?? (Lo so, posso parlare in inglese??)

Teo 2002/06/ 22:40 yes ,but i’m working:-)) (si, ma sto lavorando)

maro 2002/06/ 22:40 oh…i’m sorry ( oh.. scusami)

Teo 2002/06/ 22:40 don’t worry! (non ti preoccupare!)

maro 2002/06/ 22:41 Are you Teo, who met me before? or not? (sei Teo che ha incontrato Hiromi, o no?)

Teo 2002/06/ 22:42 no …never

maro 2002/06/ 22:42 oh…i’m terrible sorry…
But nice to see you:-) Piacere! (oh scusa ma piacere di conoscerti!)

Teo 2002/06/ 22:43 one moment….:)

maro 2002/06/ 22:44 D’accord!

Teo 2002/06/ 22:47 very busy !! help me! (sono occupatissimo, aiuto!!)

maro 2002/06/ 22:47 ohh….are you ok? (tutto ok?)

maro 2002/06/ 22:48 if you too busy, sorry to disturb you… (se sei occupato scusami di disturbarti!)

Teo 2002/06/ 22:48 yesss

Teo 2002/06/ 22:48 noo

maro 2002/06/ 22:48 :-)

Teo 2002/06/ 22:49 what time is it there? (che ore sono in Giappone?)

maro 2002/06/ 22:50 11p.m. In italy??

Teo 2002/06/ 22:51 4 p.m.!

maro 2002/06/ 22:52 Wowowow…:-)
but are you ok chattig with me now, on work?

Teo 2002/06/ 22:52 yesss

Teo 2002/06/ 22:52 :-) )

maro 2002/06/ 22:53 capito!

Teo 2002/06/ 22:53 you very nice!

maro 2002/06/ 22:53 Grazie:-)

maro 2002/06/ 22:54 i like italy so much! (mi piace l’italia tantissimo!)
anyway… mi chiamo Hiromi.

Teo 2002/06/ 22:55 Piacere io sono Matteo!

maro 2002/06/ 22:55 can i call you Teo, right?

Teo 2002/06/ 22:56 YESSS!

maro 2002/06/ 22:57 Call me Hiromi, pre favore.
e Quanti anni hai?

Teo 2002/06/ 22:57 Ok 28 e tu?

maro 2002/06/ 22:57 Ha Venti anni.

Teo 2002/06/ 22:58 why do yuo konw italian?

maro 2002/06/ 22:59 Why do i know you are italian? right??

Teo 2002/06/ 22:59 ?????….?!!!!….!!!?????????????

maro 2002/06/ 23:00 cause i search for my italian friend of mine,
and his name is Teo.
it’s just same as you situation.

maro 2002/06/ 23:00 Capito?

Teo 2002/06/ 23:01 yes. so very sorry but i must go now ! …:’-(

Teo 2002/06/ 23:01 the boss call me—

maro 2002/06/ 23:02 si! nice to see you again!
See you soon!

Teo 2002/06/ 23:03 see you soon !!

Teo 2002/06/ 23:03 ciao!

Ecco questa è stata la mia prima breve conversazione con Hiromi!
Come avete potuto facilmente capire lei stava cercando un altro Teo (di Bergamo). Si scambiavano la posta ordinaria come scambio culturale.
Nel febbraio di quell’anno (quindi prima del nostro incontro su ICQ) , Hiromi venne in Italia con sua madre e si incontrarono per un oretta in aeroporto (non fu attrazione fatale a quanto pare). Poi Hiromi proseguì il suo viaggio per l’italia solo con sua madre.
Dopo quel breve incontro i due non si scrissero più per svariate ragioni. Hiromi si doveva trasferire a Tokyo e nello stesso momento doveva fare dei durissimi test d’ingresso per diventare Hostess in ANA. Matteo per gravi questioni personali sparì completamente.
Dopo qualche mese, Hiromi decise di provare a ricontattare Matteo. Sapeva che Matteo usava ICQ e quindi decise di mandare dei messaggi a random (peccato che lui non aveva “Teo” come Nick!). Ma già al secondo messaggio la sua ricerca fu interrotta…

Eravamo rimasti che ero al lavoro. Chiudo la breve chat (ligio al dovere…roby non ridere), ma quando torno a casa ritrovo Hiromi ancora connessa al pc.

Teo 2002/06/ 0:59 it’s very later for you!

maro 2002/06/ 1:01 Ciao ciao ciao………oh…..:’-(

Teo 2002/06/ 1:01 ciao, why?

maro 2002/06/ 1:02 did you watch the soccer game????? (hai visto la partita di calcio?)
mamma mia…

maro 2002/06/ 1:02 Japan and italy was ….lost……. (Giappone e l’Italia hanno perso)

Era il periodo dei mondiali. Giappone ed Italia (con il tiro di Vieri alle stelle, altro che arbitro) erano state appena eliminate.
Finalmente accenno del fatto che ho un amico in Giappone e che vorrei contattarlo tramite ICQ. Quindi chiedo ad Hiromi se può mandare una mail per spiegare a Shin come scaricare, installare ed utilizzare ICQ.

Teo 2002/06/ 1:05 so do you know that i’ve a friend in tokio?

maro 2002/06/ 1:06 italian fiend or Japanese??

Teo 2002/06/ 1:06 japanese, his name is shin

maro 2002/06/ 1:07 when and how come did you be friend with him??
On the chat?

Teo 2002/06/ 1:07 no in europe in praga

Teo 2002/06/ 1:08 on holiday

Teo 2002/06/ 1:10 so i need a favour

maro 2002/06/ 1:10 mi scusi…..what is that mean??

Teo 2002/06/ 1:11 taht you explain to him how icq work

maro 2002/06/ 1:11 oh. i see, how do i contact with him??

Teo 2002/06/ 1:12 so i’ll give you his mail!

Teo 2002/06/ 1:12 that’s a problem?

maro 2002/06/ 1:13 nonono! it’s no problem:-)

Teo 2002/06/ 1:13 :-) you very nice!

(continua…)

E così iniziò la nostra storia, visto che in seguito ci sentimmo ancora spesso perché quel caprone di Shin non capiva proprio una mazza! E sentendoci e risentendoci ci accorgemmo che stavamo collegati anche per ore ore e ore. Quando era a casa aspettava che tornassi dal lavoro e stava collegata con me sino all’alba … (io solo fino a mezzanotte, questioni di fuso)

E poi un giorno, finalmente, abbiamo deciso di incontrarci… ma questa, naturalmente, è un’altra storia!

Ottima grigliata all’italiana ieri sera, che fondamentalmente è identica a quella giapponese (anche per il caos, solo che qui si chiama BBQ).

L’Italia è sempre l’Italia (scandali compresi), anche se la testa l’ho lasciata in Giappone. Dimenticato il cellulare, persa la patente e dimenticato pure il natto (vi ho graziato).

Grazie al mio fratellone ho ritrovato la mia macchina in uno stato mai visto! Lavata, pulita, ordinata! incredibile… non ricordo da quanto non la lavavo. Ho una avversione per le macchine, pensate che quando Hiromi venne per la prima volta lavai solo la metà del passeggero. Incorreggibile.

Per ritornare alla serata di ieri, Hiromi è rimasta molto sorpresa che abbiamo lasciato Daniele tutto solo a lavare i piatti. In Giappone non sarebbe mai successo visto che ci dev’essere sempre una collaborazione collettiva dall’inizio alla fine. Insomma non si può stare tranquilli neppure a lavare i piatti!

I Koban
Devo assolutamente raccontarvi un fatto accaduto prima di venire in Italia. Infatti Hiromi ne ha combinata una delle sue.
Vado a prenderla alla stazione di Sengakuji che si trova circa a 5 minuti da casa, perche` di sera non si sente sicura in queste vie un po` isolate. Stiamo tornando quando Hiromi vede qualcuno con una torcia accesa che girovaga tranquillamente in un giardino . Nulla di sospetto secondo me. Ovviamente solo per me! Hiromi allarmatissima scatta a casa di corsa prende il telefono e chiama la polizia! Mah..
Va beh, penso, chiedera` accertamenti per stare tranquilla. Parla 3 minuti chiude il telefono e istantaneamente (non scherzo) ci siamo trovati 2 macchine della polizia e un poliziotto in bicicletta sotto casa!!! Non ho avuto neppure il tempo di realizzare che stava accadendo! Il poliziotto venuto in bici (noi stiamo su una collinetta, come ha fatto ad arrivare cosi` presto, volano le bici in Giappone?), la lascia sotto casa nostra incustodita, che se fossimo stati in Italia il ladro sarebbe scappato al volo proprio con la sua bici. Si mettono in assetto come per scovare una banda di terroristi, ma del presunto ladro neppure l’ombra.
Come fanno ad arrivare cosi` presto? in Giappone ci sono I Koban, piccoli uffici di polizia (muniti di bicicletta) pronti ad entrare subito in azione. Ce ne sono veramente tanti i spazi molto ravvicinati. La loro disponibilità è massima per qualsiasi informazione e sono molto gentili.
Certo che Hiromi non e` la prima volta che ha di queste fantasie.
Diciamo che se stavolta qualche ragione ci poteva essere, qualche anno fa superò se stessa.

Era vicino a casa sua e vide un tipo che scattava foto per strada vagamente assomigliante al terrorista (capelloni entrambi) che fece l`attentato in una metropolitana giapponese (ricordate? guardate la foto, fa paura davvero!). Hiromi presa dal panico chiamo` immediatamente la polizia allarmatissima dicendo che probabilmente aveva visto il noto terrorista! Poco dopo la polizia la richiamo` riferendole che era solo il figlio del tabaccaio che stava sotto casa. Non voglio immaginare cosà avra’ pensato il povero papa’ … Meno male che non fumo!

La pena di morte in Giappone
Shoko Asahara era a capo di una setta (Aun Shinrikio) che attaccò la metropolitana di Tokyo con il gas nervino Sarin nel 1995. Causo’ parecchi morti (12).
Ora è condannato alla pena di morte per impiccagione.

I detenuti (condannati per omicidio) in attesa dell’esecuzione vivono in condizioni di vita disumane. Per anni vengono tenuti in completo isolamento in celle antisuicidio, monitorate ed illuminate 24 ore su 24 senza riscaldamento e senza un impianto di condizionamento dell’aria.
Il detenuto viene avvisato poche ore prima dell’esecuzione e i parenti e l’ avvocato solo il giorno dopo ad esecuzione già avvenuta.
In Giappone viene tenuto tutto nella massima segretezza perchè hanno paura che l’opinione pubblica cambi idea sulla pena di morte.
Come vedete il civilissimo Giappone è anche il paese delle grandi contraddizioni.


Minatoku e` nel cuore di Tokyo. Una zona grande probabilmente come Milano. E` il posto delle ambasciate, dove risiedono la maggior parte degli stranieri (Ropponghi e` il quartiere dove spesso si radunano).
Dove viviamo noi in particolare (vedere cerchiolino giallo nella prima foto, molto vicino al centro di Tokyo rappresentato dal palazzo imperiale), Sengakuji, e` il quartiere famoso in tutto il Giappone per i Samurai. Ci sono tantissimi templi tutti rappresentati sulla cartina da una svastica rovesciata. Effettivamente fa un po` impressione per noi che non siamo abituati. Ma la svastica in Giappone ha un significato positivo ( simbolo buddista), in particolare viene definito come un MANJI che ha il significato di porta fortuna.

Un po` macabro da dire ma vicino a casa c`e` un cimitero dove i samurai portavano le teste dei vinti per dimostrare la propria forza.
Pensate che c`e` anche una via che si chiama “Ghost Street”! Aiuto! Dove siamo finiti?
Presto andro` a visitarlo e magari se trovo qualcuno che parla in inglese mi faro` raccontare un po` di storia dei samurai.
(Nella foto a fianco nel quadratino giallo e` indicata la zona dove abitiamo mentre nel cerchio si trova` il cimitero dei samurai!)

Il 17 si torna in italia!!!
Devo dire che sono un po` teso. Mi sembrano passati pochi giorni, invece sono gia` due mesi e mezzo!

Il Giappone e`proprio un altro mondo anche per il modo di comportarsi verso le altre persone.
Per le strade sino ad ora non ho mai visto una discussione o una reazione aggressiva.
Sul treno o nei luoghi pubblici raramente senti un telefono squillare e ancora piu raramente senti qualcuno parlare ad alta voce. Ti senti completamente libero, tranquillo e rilassato quando passeggi per le strade.
In Italia quando esci di casa devi essere pronto ad affrontare gente sclerata, nevrotica e fuori di testa (per forza di cose ci diventi pure tu) e non vedi l`ora di arrivare a casa per rilassarti.
Per quanto mi riguarda e` l`esatto contrario rispetto l`Italia, infatti devo prepararmi psicologicamente quando devo rientrare e non quando devo uscire….

La mia insegnante di giapponese (ah ho riniziato giusto l`altro ieri le lezioni, ora con la nuova casetta forse potro` iniziare a studiare seriamente) dice che un tempo le persone erano molto piu` gentili. Mi chiedo che potevano fare di piu`…
Sembra pazzesco ma nella stessa televisione ci sono programmi dove ti spiegano come comportarti nei luoghi pubblici e ancora piu` incredibile insegnano alla gente anziana come rivolgersi (con la massima gentilezza, tralasciando l`aggressivita` che non porta a nulla) a quei giovani che non hanno ricevuto una buona educazione. Altro pianeta in tutto.

Ps. Al mio rientro non prendetemi in giro per qualche inchino di troppo!

Auguri a tutte le mamme! e un grande bacio e abbraccio alla mia!

Era arrivato il giorno di cambiare appartamento. Dopo una lunga ricerca avevamo finalmente trovato una sistemazione. Stavamo preparando il trasloco e quindi dicendo addio al piccolo appartamentino di Hiromi pieno di ricordi. Nel frattempo grazie ad un “caro” amico giapponese avevo avuto la prima esperienza con il Natto.

1.jpgSono qui, immerso negli scatoloni e dopodomani diamo l’addio al nostro piccolo appartamentino di ben 20mq.
Qui ci siamo scambiate le nostre prime parole attraverso internet.
Era tutto così magico, particolare. Non sapevo nulla di lei e del suo lontano mondo e cercavo di scoprirlo giorno dopo giorno, dopo ore interminabili passate davanti al computer.
Ricordo che tutta la mia immaginazione passava attraverso i fotogrammi sbiaditi della sua webcam.
Sembrava impossibile credere che un giorno sarei stato dall’altra parte a poter scrivere nella direzione opposta.

Ora mi trovo qui e dobbiamo dire addio a questi pochi metri quadri pieni di ricordi. Tanta malinconia ma devo dire che se continuiamo a stare qui dentro ci uccidiamo sicuro! E’ una catastrofe dover vivere sempre così a stretto contatto, soprattutto con due caratteri come i nostri, ma sicuramente è stato un buon allenamento!

Ne sono successe di cose ultimamente.
Il ristorante mi ha fatto tornare in perfetto peso forma. La mia “super panza” non ha più le forme che ispirano le tante battute di Hiromi (ho perso la bellezza di 3/4 kg….o forse di più).

Cosa posso dire? vi ringrazio tutti per essermi stati vicini!
Domani quindi si cambia, addio anche a Zoshiki, nome della nostro piccolo quartiere (30 minuti circa dal centro). Tre anni indimenticabili.

In questo luogo ho vissuto una Tokyo semplice e genuina che non mi sarei mai aspettato.
Dove andremo ora non si potrà vivere la stessa atmosfera. La gente del centro è più fredda più chiusa. Ma non fa nulla inizia un’ altra avventura!

2.jpg

3.jpg

L’angolo culinario
Dopo questo breve preambolo ho il desiderio di rendervi partecipi di una esperienza “subita” la prima volta in Giappone.

natto22.jpg

Devo dire che con il cibo giapponese ho avuto da subito un ottimo rapporto.
Sushi, Sashimi, Udon, Nori nessuno problema. Grandioso direi.
Ma un giorno, grazie ad un mio caro amico giapponese, ho affrontato la dura realtà di mangiare per la prima volta il Natto. È andata più o meno così:

amico: “cosa vuoi?”
Io: “ah per me tutto va bene! Mi piace tantissimo TUTTA la cucina giapponese, quindi scegli pure tu!”. (molto Ingenuo)

Nattooooooooooooooooooooo

“Mmm..Cos’è il Natto?”
Amico:“Non ti preoccupare, buonissimo!!!” (molto sadico)

dalla foto visualizzata sopra potete vedere cosa è arrivato, riuscite ad immaginare la mia espressione?

natto40.jpgNo, non sono escrementi di qualche strano animale. Sono dei semplici fagioli di soia fatti fermentare da strani batteri. Puzzano da paura, sono appiccicosicci e disgustosi, però sono alquanto sani e fanno bene alla salute (grazie, preferisco morire).

Così senza far notare la mia preoccupazione, da buon “ganassa” che sono ho mangiato tutto nonostante mi veniva da svenire. Risultato sono stato due giorni a letto. Non so se è stato un fattore psicologico ma da allora solo a sentir la parola Natto mi fa star male!!

natto-open.jpgUn giapponese mi darebbe sicuramente dell’ignorante visto che il Natto contiene un ingrediente (oltre a parecchie vitamine) che assunto regolarmente fa diminuire notevolmente il rischio di infarti e trombosi (antica tradizione giapponese, infatti risale a più di 1000 anni fa).

Quindi per chi volesse recarsi da queste parti…..NATTO PER TUTTI !!! Se non lo provate non potete dire che avete vissuto “Il Giappone”! Chiaro? Eh eh

Reazioni
- I fagioli a me piacciono, un pò meno quello che sembra formaggio fuso!!!
- Alien…vieni amore di mamma tua,è pronta la pappa!!!
- Non dire natto se non ce l’hai nel sacco!
- ….a vederlo sembra una puntata di quark sulle covate d’ insetti!

Maggio 2006: eravamo ancora nella casa vecchia (nel piccolo appartamentino), dove ho giocato una delle leggendarie partite a calcio…

campo.jpgOggi sono tutto rotto.. Ieri ho giocato a calcio…

Tutto è iniziato lo scorso anno, quando correndo lungo il fiume mi sono messo a fare qualche tiro con un ragazzo che stava giocando da solo.
(nella foto riportata sopra potete vedere dall’alto la zona dove vado spesso a correre o a giocare)

Siamo rimasti in contatto e ieri mattina visto che era festa nazionale mi ha chiamato vista1.jpgper fare una partitella.
Tutto contento arrivo al campo con la mia biciclettina (e già ero cotto) .
Mi danno maglietta, scarpe e parastinchi. “Cavolo!” penso, “che gentili!” poi iniziano a tracciare il campo. “Cavolo! come sono organizzati anche per una partitella tra amici!” Arriva pure l’arbitro. Mmm…. Cavolo hanno anche l’arbitro…..o cavolo, mica sono finito in un torneo !?!?!?! Cavolo ma quanto è grosso sto campo mica sarà un torneo a 11?!?!!!

Tra un cavolo e l’altro mi sono trovato a giocare una partita di un torneo locale a 11. Vi ricordate le mie condizioni fisiche prima di partire? Ecco potente pensare in che stato psicologico mi trovavo.
Diciamo che me la sono cavata per 15 minuti i restanti ero uno zombie che vagava per il campo (pensate che mi hanno messo pure sulla fascia), sino quando, per pietà divina, mi hanno sostituito.
Per la cronaca la partita è finita 3-2 per noi!

vista2.jpgIn campo sono tutti gentilissimi e ti chiedono subito scusa al primo contatto, non protestano mai, e tutto finisce sempre in un sorriso. Ogni volta che aprivo bocca (istinto italiano) mi fischiavano un fallo a favore. Devo ricordarmi che non siamo in Italia…
Bello mi sono proprio divertito! Anche se oggi non mi posso muovere dal letto.

Il calcio è stato spesso un buon investimento (non per le mie ginocchia). Infatti mi ha dato la possibilità di incontrare e conoscere molta gente e forse crearmi qualche occasione interessante.

E’ curioso vedere i giapponesi giocare a calcio nel tempo libero, infatti ognuno gioca per se. Non voglio dire che non passano la palla, proprio giocano da soli sparsi per il campo! Dico sempre al mio amico Yu :”Mettiamoci tutti insieme e facciamo un bella partitella!”. Fanno troppa fatica a socializzare, così spesso mi tocca radunarli e poi tutti contenti si gioca insieme.

Un’altra cosa interessante in campo tutti i nomi delle fasi di gioco vengono presi dall’inglese: nice pass, shoot (a volte storpiato diventa “shuuto”), post (palo), offside and so on.. ops e così via… Non hanno parole in giapponese. Quindi almeno in questo caso qualcosa capivo (spesso mi urlavano “offside!!!offside!!”, e già, un “calcettaro” come me non è troppo abituato al fuorigioco).

vista3.jpgRicordo che in Giappone lo sport nazionale è il baseball (hanno vinto da poco il titolo mondiale). Infatti ci sono campi ovunque e ci sono tantissimi ragazzini che lo praticano, anche se il calcio è uno sport che sta diventando molto diffuso pure da queste parti, quasi a pari proprio del baseball.

E’ divertente vedere che prima di una partita di calcio si riscaldano giocando a baseball.

Non era il primo che sentivo, ma da quel momento compresi che mi ero ormai abituato a convivere con il fenomeno dei terremoti giapponesi.

Spettacolare, oggi terremoto!
Ero appena arrivato a casa accendo il pc, faccio appena in tempo a vedere chi c’era collegato con skype e viaaaaaa tutto che ballava!!!
Qual’è stata la prima reazione? Dire a tutti quelli in linea che c’era il terremoto! Grandioso, sembravo la Gruber a Bagdad!

io:”raga raga sta tremando tutto!!”
gli altri in linea:”dove quando ??! “
io:”Qui qui ora balla balla tutto!!!” (il caro amico omar che mi va a chiedere se è Sussultoria o ondulatoria…. è TREMOLATORIA!!)
tutti in coro:” che livello?!!”
io:”Spetta ! accendo il televisore per guardare!”(mentre continuavo a ballare..).

Infatti in Giappone appena c’è un terremoto su tutte le reti televisive compare in automatico e in tempo reale un messaggio in sovrimpressione che ti da l’intensità, la zona e se c’è il rischio di uno tsunami. Fantastico, troppo avanti sti giapponesi! Significa che se riesco a leggerlo il terremoto non è stato così forte.

Dopo qualche secondo di tentennamento (un po’ troppo kanji mettono sti telegiornali, meno male che i numeri rimangono numeri)
io:” 4° livello!!!”
e tutti :” quale?! mercalli o richter ?”
(si e adesso qui usano in tempo reale la Mercalli. Infatti c’è un tipo che in tempo reale guarda fuori dalla finestra o in base all’intensità che gli trema il sedere manda un messaggio alle televisioni)

E’ veramente difficile capire se un terremoto è forte e quindi c’è da preoccuparsi. Quante volte mi è capitato di sentire un terremoto di notte svegliare Hiromi e beccarmi un bel vafff…. (in giapponese però).

Il posto più sicuro resta in casa sotto un tavolo, uscire sarebbe un grave errore (anche se l’ istinto di noi occidentali ci porta proprio in quella direzione), visto che qualcosa che si stacca dalle case potrebbe cascarti addosso.
Prima di mettersi sotto il tavolo, bisogna essere svelti a chiudere il gas e fare in modo che la porta di ingresso rimane almeno semiaperta. Infatti il grande rischio sono gli incendi, perché mentre le case assolutamente non cadono, le tubature del gas potrebbero non reggere a terremoti di altissima intensità (come successe proprio nel gravissimo terremoto di Osaka, sei mila morti la maggior parte causati dagli incendi).

Ora le case di nuova generazione, hanno le fondamenta isolate dal terreno da dei veri e propri ammortizzatori giganti. Pensate che in casa non ti si rovescia un bicchiere d’acqua anche con i terremoti più forti. Infatti le pubblicità che fanno in televisione, si basano proprio su questo concetto.
Provate ad immaginare una pubblicità con una casalinga, nel mezzo di un terremoto di magnitudo 7, che se ne sta bella tranquilla seduta ad osservare che l’acqua non gli esce dal proprio bicchiere… proprio un altro mondo.

Sarò scemo ma per ora mi sono divertito. Anche se qui a Tokyo aspettano un terremoto devastante come nel 1923 (140.000 morti). Dicono che sta tardando a venire e quindi sarà di maggiore intensità.
Pensate che tutte le multinazionali a Tokyo stanno preparando degli uffici tampone sparsi per il Giappone, altrimenti se Tokyo fosse colpita dal Big one, sarebbe un disastro anche per l’economia mondiale!
Questa è una delle ragioni perché Hiromi ha voluto una casa in una zona più sicura, lontano soprattutto dalle zone artificiali costruite sul mare dai giapponesi.
Certo che se capitasse mentre sei a spasso….

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