Artigianato in via di estinzione.
Anche l’artigianato del tatami ormai sta per essere perduto per sempre, sostituito da macchinari super efficienti. Un vero peccato.
Questa persona fa ancora il tatami a mano. Dice che è molto faticoso e sostiene che ormai in pochissimi sono disposti a farlo. Ai giovani non interessa. Ma lui persiste perché è una tradizione giapponese tra le più antiche.

Questa è la direzione del Giappone dei giovani di oggi. Che preferisce avere come modello un’ america fatta di hamburger e filmacci Hollywoodiani che preservare la propria cultura e che so vedere un film di Kurosawa.
Mi rendo conto che l’america non ha portato e non porta solo negatività. Però facciamo attenzione, c’è un limite a tutto.
Sento parlare spesso che SOLO grazie all’America c’è stata l’emancipazione femminile in Giappone, che fino alla 2° guerra mondiale l’imperatore veniva considerato come un Dio, che i giapponesi sono sempre stati un popolo politicamente disimpegnato e sottomesso ad uno stato autoritario. In parte, forse, ma le informazioni che arrivano a noi probabilmente sono anche un po’ distorte.

Prima di venire in Giappone ho cercato di farmi un’idea. Ho faticato visto che trovare un buon testo in italiano di scrittori giapponesi (e non scritto da italiani) è difficile.

Il socialismo pensate che apparve in Giappone intorno al 1880. In quel periodo esisteva già un movimento liberale che si batteva per i diritti civili, l’eguaglianza, la libertà e il suffragio universale.
Ricordo che Russia e Giappone storicamente sono sempre state in stretto contatto o meglio dire in conflitto (basta vedere quanto sono vicine e perfino tutt’ora si contendono delle isole al nord, sopra a Hokkaido) e quindi normale che anche il Giappone fu soggetto all’influenza ideologica russa (se non sbaglio intorno al 900 ci fu anche una guerra durissima tra le due nazioni).
In quell’epoca nacquero i primi movimenti sindacali (spesso repressi dal governo capitalista) e le donne ebbero un ruolo determinante sia al livello politico che intellettuale (ci sono numerosi testi scritti da donne di quel periodo, ma sinceramente i nomi non li ricordo!). Queste donne già nei primi anni del 900 hanno sacrificato la propria vita per gli ideali di giustizia ed egualianza e non erano certo delle “sottomesse” (Parenti di Hiromi?! a vedere il caratterino..).

Anche attualmente gruppi di lavoratori si uniscono all’interno dell’azienda per cercare di migliorare la vita del lavoro, ma non è così semplice. Pensate che queste persone vengono tagliate fuori da ogni possibilità di carriera. Inoltre , parlando con Hiromi, tutto il nuovo personale in arrivo viene messo subito in guardia contro quelle persone “di sinistra” che sono “strane” e ti vogliono portare sulla strada sbagliata (è stato così anche per Hiromi).
Sempre all’interno delle grandi aziende viene creato un terrorismo psicologico in modo che tutto il nuovo personale non venga coinvolto in quei gruppi che hanno “idee pericolose” per il bene dell’azienda, diminuendo in questo modo il rischio di scioperi (beh in Italia siamo esagerati dal lato opposto).
Sempre parlando con Hiromi, vieni considerato un egoista se per caso ti lamenti degli orari (o come nel suo caso se ti cambiano programma all’ultimo momento e devi disdire tutti i tuoi impegni personali) e priva di ogni senso collaborativo. Beh tranquilli tanto il capo di Hiromi mica lo sa l’italiano… e poi qui non c’è la Siberia!

Intorno al 1950, dopo la seconda guerra mondiale, furono licenziati circa 20.000 lavoratori per volere americano, solo perché appartenenti ad un partito di sinistra.
Insomma penso sia ingiusto dire che il Giappone sia sempre stato un popolo politicamente non attivo e sottomesso ad un stato autoritario.

Sinceramente guardandomi in giro (attenzione pensiero del tutto personale) vedo i giovani di ora come la vera preoccupazione di questo paese. La scuola li priva di ogni ideologia politica in modo che non pensano, non discutono e quindi non protestano (ottimi lavoratori). Chi sente questa esigenza deve fare una ricerca autodidatta (vedi il mio amico Shin… infatti zero carriera visto che fa il corriere!! ).
Il mito americano (scusate, mito de che?) ha il sopravvento su tutto. Si rovinano mangiando in quei fantastici mc donals (scritto appositamente errato e minuscolo), tralasciando la sana e fantastica cucina giapponese. Seguono tutte le mode occidentali, tralasciando la propria straordinaria cultura, vedi tatami, o più semplicemente preferiscono sposarsi con il rito occidentale che mettersi quegli scomodissimi vestiti come abbiamo fatto io ed Hiromi. Ovviamente non voglio generalizzare, ma questa e la mia impressione da visitatore esterno.

Meno male che ormai da qualche anno viaggiano e studiano all’estero, incontrando culture differenti e magari si chiedono perché a certi italiani non sta tanto simpatica la cultura americana e così ritornano a pensare…. (forza, riprendetevi la vostra cultura!)